Guida di Praga


Praga

« In fondo alla Moldava vanno le pietre,

sepolti a Praga riposano tre re.

A questo mondo niente rimane uguale, la notte più lunga eterna non è. »

(Bertold Brecht, Canzone della Moldava, trad. di Giorgio Strehler.)

repubblica-ceca_k7vp3_T0Praga è la capitale e la più grande città della Repubblica Ceca. Centro politico e culturale della Boemia e dello stato ceco per oltre 1100 anni, tra il XIV e il XV secolo fu anche capitale del Sacro Romano Impero. Tra i suoi soprannomi vanno ricordati La madre delle città (Praga mater urbium, o “Praha matka měst” in ceco), Città delle mille guglie (Stověžatá Praha in ceco) e Città d’Oro (Zlaté město in ceco).

Praga è un centro culturale e turistico di fama mondiale. Il suo centro storico, visitato ogni anno da più di 4 milioni di visitatori, è stato incluso nel 1992 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Situata sul fiume Moldava (Vltava), conta approssimativamente 1,3 milioni di abitanti, 1,9 con l’area metropolitana.

Territorio

Praga si trova nella parte occidentale della Repubblica Ceca, al centro della regione storica della Boemia ed è attraversata dal fiume Moldava. Tra le grandi città più vicine vi sono Brno, seconda città della repubblica; Dresda e Norimberga in Germania; Linz in Austria; Breslavia in Polonia.

La città di Praga si sviluppa su nove colli: Letná, Vítkov, Opyš, Větrov, Skalka, Emauzy, Vyšehrad, Karlov e infine quello più alto, il Petřín. Per questa sua caratteristica è stata definita la Roma del Nord (Praha – Řím severu in ceco).

Clima

Il clima della città è nettamente continentale con inverni lunghi e rigidi e abbondanti nevicate (60-70 cm) che iniziano solitamente da metà Novembre. Le temperature in pieno inverno spesso sono sotto lo zero anche di giorno e le minime possono scendere fino a -20 °C. Le estati sono tiepide, talvolta calde con temperature medie attorno ai 20° ma che possono toccare i 30° durante le giornate assolate in piena stagione. Le mezze stagioni sono miti e più piovose dell’inverno.

Storia di Praga

La storia di Praga si estende su un lasso di tempo di migliaia di anni, durante il quale la città si accrebbe a partire dal Castello di Vyšehrad fino a diventare la capitale multiculturale di un moderno stato europeo, la Repubblica Ceca.

Praga antica

L’area su cui fu fondata Praga è stata sito di stanziamenti in tempi antichi fin dal Paleolitico. Intorno al 200 a.C. i Celti si erano stanziati a meridione della futura città, in uno stanziamento oggi chiamato Závist, ma in seguito vi si sovrapposero alcune tribù germaniche. Gli slavi conquistarono la zona nel IV secolo, anche se per un breve periodo la zona venne assoggettata dagli Avari.

Secondo una leggenda Praga venne fondata dalla principessa Libuše e da suo marito Přemysl, il fondatore della dinastia con il medesimo nome. Anche se la leggenda viene considerata un semplice racconto, il primo nucleo di Praga venne fondato nel’ultima parte del IX secolo come un castello su una collina che controllava la riva destra della Moldava, questo castello viene conosciuto oggi come Vyšehrad (“castello alto”) per differenziarlo dall’altro castello che venne eretto sulla riva opposta, il futuro Castello di Praga (Pražský Hrad). In seguito la città divenne la sede del Re di Boemia. Fu un importante centro per i mercanti che venivano da tutta Europa, inclusi molti ebrei, come tramanda il mercante ebreo Ibrahim ibn Ya’qub. La città divenne un vescovato nel 973.

Il re Vladislao II costruì un primo ponte sulla Moldava nel 1170, il Ponte Giuditta, che crollò nel 1342. Il Ponte Carlo (Karlův most) venne costruito in seguito sulle fondamenta del precedente ponte.

Nel 1257, sotto il re Ottocaro II, venne fondata Malá Strana (“Piccola Parte”) nella futura zona Hradčany: era il distretto per la popolazione tedesca. Questa parte di popolazione aveva il diritto di amministrarsi legislativamente in modo autonomo. Il nuovo distretto si trovava sulla riva opposta allo Staré Mesto (“Città Vecchia”), che godeva dello status di comune ed era difesa da una linea di mura e fortificazioni.

L’era di Carlo IV

La città fiorì durante il XIV secolo, durante il regno di Carlo IV della nuova dinastia dei Lussemburgo. Egli ordinò la costruzione della Città Nuova (Nové Město), adiacente alla Città Vecchia. Il Ponte Carlo venne costruito per collegare il nuovo distretto a Malá Strana. I monumenti fatti costruire da Carlo IV includono la Cattedrale di San Vito, la più antica cattedrale gotica nell’Europa centrale, che si trova all’interno del castello, e l’Università Carlo IV; quest’ultima è la più antica università dell’Europa centrale. A quel tempo Praga era la terza città per grandezza in Europa e sotto Carlo IV era l’effettiva capitale del Sacro romano impero, e quindi venne elevata al grado di arcivescovato. Possedeva una zecca, ed erano presenti mercanti e banchieri tedeschi e italiani e ospitava un’ampia e attiva comunità ebraica di circa 15.000 persone, il 30% cioè dell’intera popolazione urbana. L’ordine sociale, comunque, divenne sempre più turbolento, a causa del potere crescente della corporazione degli artigiani (spesso lacerata anche da lotte interne) e dalla presenza di un crescente numero di poveri.

Durante il regno di Venceslao IV (1378-1419) Jan Hus, un teologo e lettore dell’università, tenne le proprie prediche e sermoni a Praga. Dal 1402 si riunì con i suoi seguaci nella Cappella di Betlemme, parlando in ceco per aumentare il più possibile la diffusione delle sue idee sul rinnovamento della chiesa. Essendo diventato troppo pericoloso per lo status quo politico e religioso Hus venne bruciato sul rogo a Costanza nel 1415. Quattro anni dopo Praga fu testimone della prima defenestrazione, quando la gente si ribellò sotto il comando del prete Jan Želivský e scaraventò dalla finestra del Consiglio della Città Nuova i tre consiglieri della città. La morte di Hus aveva dato inizio alle cosiddette guerre hussite. Nel 1420 i contadini ribelli, guidati dal famoso generale Jan Žižka, insieme alle truppe ussite da Praga, sconfissero il re boemo Sigismondo, nella Battaglia della Collina di Vítkov.

Nei seguenti due secoli Praga continuò a giocare il ruolo di città mercantile. Vennero eretti notevoli edifici gotici, inclusa la Sala Vladislao del Castello di Praga.

L’era asburgica

Nel 1526 il Regno di Boemia cadde sotto il dominio della Casata degli Asburgo; il fermo cattolicesimo dei suoi membri ebbe gravi conseguenze in Boemia, e quindi a Praga, dove le idee protestanti stavano avendo un notevole successo. Questi problemi non erano preminenti sotto l’imperatore Rodolfo II, eletto Re di Boemia nel 1576, il quale scelse Praga come sede. Scelse come dimora il Castello di Praga dove mise insieme la propria bizzarra corte di astrologi, maghi e altre strane figure. Rodolfo era un amante dell’arte e Praga divenne la capitale della cultura europea. Questo fu un periodo prospero per la città: tra le persone famose che vissero in città in quel periodo c’erano gli astronomi Tycho Brahe e Keplero, il pittore Arcimboldo e altri.

Nel 1618 la famosa defenestrazione di Praga provocò la guerra dei trent’anni. Ferdinando II di Asburgo venne deposto, ed il suo posto di Re di Boemia venne preso da Federico V del Palatinato. Ma l’esercito ceco venne pesantemente sconfitto nella Battaglia della Montagna Bianca (1620), non lontano dalla città, ed in seguito Praga e la Boemia vissero un duro periodo in cui la tolleranza religiosa venne abolita e la Controriforma cattolica divenne dominante in ogni aspetto della vita comune. Nel 1621 ci fu un’esecuzione di 27 nobili cechi (coinvolti nella battaglia della Montagna Bianca) nella Piazza della Città Vecchia. La città soffrì anche dell’occupazione sassone (1631) e svedese (1648). Inoltre, dopo la Pace di Westfalia dell’anno successivo, Ferdinando spostò la corte a Vienna, e Praga iniziò un lento declino che ridusse la popolazione dai 60.000 dell’anteguerra a 20.000.

Nel 1689 un grande incendio devastò Praga, ma ciò diede l’inizio per un rinnovamento e una ricostruzione della città. La crescita economica continuò per tutto il secolo successivo e la città nel 1771 aveva 80.000 abitanti. Molti di questi erano ricchi mercanti, che, insieme ai nobili di origine tedesca, spagnola e anche italiana, arricchivano la città di palazzi, chiese e giardini creando uno stile barocco rinomato in tutto il mondo. Nel 1784, sotto Giuseppe II, le quattro municipalità di Malá Strana, Nové Město, Staré Město e Hradčany vennero fuse in una singola entità. Il quartiere ebraico, chiamato Josefov, venne incluso solo nel 1850. La rivoluzione industriale ebbe un forte effetto su Praga, poiché le industrie potevano sfruttare le miniere di carbone e di metallo della regione circostante. Un primo sobborgo, Karlín, venne creato nel 1817, e venti anni dopo la popolazione superò i 100.000 abitanti. La prima ferrovia venne costruita nel 1842.

Le rivoluzioni che attraversarono tutta l’Europa intorno al 1848 interessarono anche Praga, ma vennero represse con la forza. Negli anni successivi, il movimento nazionalista ceco (opposto ad un altro partito nazionalista, quello tedesco) cominciò la sua ascesa, finché non guadagnò la maggioranza nel Consiglio Cittandino del 1861.

XX secolo

All’inizio del XX secolo i territori cechi rappresentavano la parte più produttiva dell’Impero Austro-Ungarico ed alcuni politici cechi cominciarono alcuni tentativi di separare la propria nazione dall’impero asburgico.

Prima Repubblica

La prima guerra mondiale terminò con la sconfitta dell’Impero asburgico e la creazione della Cecoslovacchia. Praga venne scelta come capitale del nuovo stato e il Castello come sede del presidente (Tomáš Masaryk). A quel tempo Praga era una vera capitale europea, con un’industria altamente sviluppata. Nel 1930 la popolazione aveva raggiunto gli 850,000 abitanti.

Seconda guerra mondiale

Hitler ordinò all’esercito tedesco di entrare a Praga il 10 marzo 1939 e dal Castello di Praga proclamò la Boemia e la Moravia un protettorato tedesco. Per la maggior parte della sua storia Praga è stata una città multietnica con consistenti parti di popolazione ceca, tedesca ed ebraica (per lo più yiddish o germanofona). Dal 1939 quando il paese venne occupato dai nazisti, e durante la seconda guerra mondiale, la maggior parte degli ebrei fuggirono dalla città o vennero uccisi nell’Olocausto. La popolazione tedesca, di cui consisteva la maggior parte della popolazione durante il XIX secolo, venne espulsa nell’immediato dopoguerra.

Nel 1942 Praga fu testimone dell’assassinio di uno dei più importanti uomini della Germania Nazista, Reinhard Heydrich. Hitler ordinò sanguinose rappresaglie. Verso la fine della guerra Praga subì un attacco aereo delle forze aree americane per sbaglio (l’obiettivo era Dresda, a 130 km di distanza). Centinaia di persone vennero uccise ed alcuni importanti edifici e industrie vennero distrutte. Praga si rivoltò di nuovo contro gli occupanti nazisti il 5 maggio 1945. Quattro giorni dopo l’Armata rossa entrò in città. In seguito si ebbero degli episodi di vendetta contro la minoranza tedesca della città e molti cittadini tedeschi vennero uccisi dalle milizie ceche fino a che il governo non pose lentamente fine a questi atti vendicativi. I tedeschi sopravvissuti vennero deportati da Praga in Germania Ovest.

Praga durante la Guerra fredda

Praga rimase, dopo la seconda guerra mondiale, sotto il più ferreo controllo politico e militare dell’Unione sovietica (Cortina di ferro).

Il mondo intellettuale praghese, da sempre vivace, soffrì pesantemente del regime totalitario. Nel Quarto Congresso degli Scrittori Cecoslovacchi tenuto in città nel 1967, questi ultimi presero posizione contro il regime. Ciò spinse il nuovo segretario del partito comunista, Alexander Dubček a proclamare una nuova riforma nella vita della sua città e del suo paese, cominciando la breve stagione del “socialismo da un volto umano”. Era la Primavera di Praga, che alimentò le speranze di rinnovamento delle istituzioni verso un percorso democratico. L’Unione sovietica ed i suoi alleati reagirono con l’invasione della Cecoslovacchia e della sua capitale nell’agosto del 1968 con 7000 carri armati, soffocando nel sangue ogni tentativo di innovazione.

Il periodo dopo la Rivoluzione di velluto

Nel 1989, dopo che la polizia respinse in modo violento una manifestazione studentesca pacifista, la Rivoluzione di velluto affollò le strade di Praga e la capitale ceca beneficiò molto del nuovo sistema. Nel 1993, dopo la suddivisione della Cecoslovacchia, Praga divenne capitale della neonata Repubblica ceca. Alla fine degli anni novanta Praga ridiventò un importante centro culturale europeo ed è stata notevolmente influenzata dalla globalizzazione. Nel 2000 si ebbero proteste anti-globalizzazione in città (circa 15000 manifestanti) che sfociarono in episodi violenti durante il summit della Banca Mondiale.

Praga ha sofferto una grossa inondazione causata dalla Moldava nel mese di Agosto dell’estate del 2002, durante la quale parti della città sono state evacuate. L’inondazione ha causato molti danni, ma fortunatamente senza distruggere nessuna delle bellezze principali. La reazione della città a questa terribile disgrazia è stata tanto veloce quanto intelligente: innanzitutto dopo un solo anno quasi tutte le zone colpite sono state ristrutturate e in contemporanea è stato progettato e realizzato un piano di emergenza mirato ad evitare il ripetersi di una simile o peggiore catastrofe: la pavimentazione adiacente gli argini del fiume nei pressi della “Città Vecchia” è stata predisposta in modo tale da poter, in caso di necessità, erigere dinamicamente e rapidamente delle grosse lastre molto alte e concatenabili affinché possa venire salvaguardato e protetto da una seconda eventuale inondazione tutto l’immenso patrimonio storico e artistico che il cuore della “Città Vecchia” custodisce, contenendo un ipotetico straordinario straripamento del fiume.

Oggi Praga è una nota città turistica, visitata annualmente da circa 6.000.000 di persone. Ci sono molte case antiche, alcune delle quali con splendidi murali. Possiede una delle più variegate collezioni di architettura del mondo, dall’art nouveau al barocco, cubismo, gotico, neoclassico e ultramoderno.

Staré MěstoPrague_Old_Town_Square_Church_of_Our_Lady

La Città Vecchia (in lingua ceca: Staré Město) è un quartiere della città di Praga, nella Repubblica Ceca.

Storia

Subito dopo la zona del Castello e Malà Strana, la parte di Praga che cominciò ad essere popolata fu Staré Město, la Città Vecchia. Nel corso del XII secolo si stabilirono in questa parte della città italiani, ebrei, tedeschi, borgognoni.

Nel XIV secolo, Carlo IV del Sacro Romano Impero espanse ulteriormente la città con la fondazione della Città Nuova: le due parti della città ai tempi erano socialmente e praticamente abbastanza divise e diverse dato che pare che quest’ultima zona fosse all’epoca abitata dalla parte di popolazione meno abbiente ed era separata dalla Città Vecchia, Mala Strana e dal Castello Praghese da uno grosso fossato.

Oggi è possibile identificare idealmente un tratto di quel fossato nella via Na Příkopě, termine che tradotto in lingua italiana indica per l’appunto via “della fossa” o anche “del fossatello”.

A poche decine di metri da via Na Příkopě, non a caso, si trova la stazione di linea metropolitana “Mustek”. Il termine “mustek” infatti si può tradurre come il “Ponticello”. Proprio in quel punto si trovava il ponte sul fossato che poteva dare l’accesso alla meravigliosa città di Praga, destinata generalmente solo ai ricchi e ai nobili del tempo.

La Staroměstské náměstí (Piazza della Città Vecchia) è una piazza di Praga, che si trova proprio nella Città Vecchia.

Oggi la piazza è uno dei luoghi turistici più importanti di Praga. Infatti su di essa si affacciano numerosi edifici importanti: la Chiesa di San Nicola, Palazzo Kinský, il Municipio della Città Vecchia con il suo famoso orologio astronomico, la Chiesa di Santa Maria di Týn. Oltre a questa serie di edifici, vi sono numerose case romaniche e gotiche, con suggestive decorazioni; la Casa alla campana di pietra è in stile rococò. Al centro della piazza si trova il monumento dedicato a Jan Hus, posto nella piazza in occasione del 500º anniversario della morte.

Sui lati sud ed ovest si affacciano edifici in stile barocco, come la Casa all’ariete di pietra e la Casa Štorch, oltre a molte altre pittoresche case d’epoca (alla volpe rossa, Ochs e Da Lazzaro).

Chiesa di San Nicola (Città Vecchia di Praga)chiesa_san_nicola_praga

La Chiesa di San Nicola è situata a Praga, nella Città Vecchia. Essa si può confondere con l’omonima situata nel Piccolo Quartiere, è la maggiore della città dopo la Cattedrale di San Vito.

Fin dal XII secolo in questo luogo sorgeva un tempio che aveva il ruolo di chiesa parrocchiale della Città Vecchia fino al XIV secolo, allorché fu portata al termine la Chiesa di Santa Maria di Týn. Dopo la Battaglia della Montagna Bianca nel 1620, essa divenne parte di un monastero benedettino. L’edificio attuale, di Kilian Ignaz Dientzenhofer, fu terminato nel 1735. La chiesa fu spogliata nel 1781, quando Giuseppe II fece chiudere tutti i monasteri che non svolgevano attività socialmente utili.

Durante la Prima guerra mondiale la Chiesa di San Nicola fu usata come guarnigione di stanza a Praga, ma il colonnello che la comandava approfittò dell’occasione per restaurarla. La cupola è affrescata con le vite di San Nicola e San Benedetto, opera di Kosmas Damian Asam.

La Chiesa di San Nicola è una delle più antiche della Città Vecchia di Praga, si trova infatti citata nei documenti storici già a partire dal 1273. La facciata della chiesa era originariamente rivolta verso la piccola piazza chiamata “mercato dei polli” ed era circondata da edifici, demoliti col passare del tempo, quindi la sua attuale collocazione nella Piazza della Città Vecchia (in ceco Staroměstské náměstí) influenza negativamente l’effetto visivo finale, dato che la struttura non era stata progettata per una visione a lunga ditanza.

Kilián Ignác Dienzenhofer, dovendo reagire allo spazio ristretto che aveva a disposizione, concepì la chiesa come il corpo centrale allungato di una pianta a croce, sormontato da una cupola poggiante su un tamburo ottagonale. La Chiesa di San Nicola è una delle sue migliori realizzazioni e lo spazio interno dell’edificio, creato in modo complesso con uno strano gioco di luci e una pittoresca plasticità, rappresenta uno dei più suggestivi interni sacri praghesi.

Secoli XVII e XVIII

Nel 1635 la chiesa passò ai benedettini del convento di Emmaus, chiamato Na Slovaneč, i quali vi edificarono gradualmente il loro centro religioso. Dopo la costruzione del convento venne iniziata la costruzione della nuova chiesa, realizzata in forme rudimentali dal 1727 al 1735, consacrata nel 1737 e portata al termine nel 1739, seguendo il progetto elaborato da Kilián Ignác Dienzenhofer, il più famoso architetto del barocco praghese.

La decorazione a stucco è opera di Bernardo Spinetti. Negli anni 1735 e 1736 il famoso pittore e decoratore bavarese Cosmas Damian Asam eseguì gli affreschi della cupola del coro, aventi come tema la celebrazione di San Nicola, ossia l’apotesi del santo come pilastro della chiesa, i popoli di tutto il mondo lo venerano, la Vergine Maria che lo accoglie in cielo e il suo miracolo sul mare, e di San Benedetto, nonché i motivi tratti dal Vecchio Testamento (Mosè disseta le genti del deserto, Giuseppe e la moglie di Putifarre e Davide che suona l’arpa).

Sopra la balconata, inseriti in cornici di stucco dorate, ci sono gli affreschi che raffigurano i quattro Evangelisti, in parte ridipinti su pitture precedenti e in parte creati ex novo. La decorazione scultorea esterna, risalente allo stesso periodo, proviene dall’officina praghese di Antonín Braun. Nella navata della chiesa, poste su basamenti collocati in nicchie semicircolari, si trovano otto statue di santi e sante (Sant’Elena e San Benedetto sulla parete orientale, San Bernardo di Clairveaux e Santa Teresa sulla parete meridionale, Santa Margherita e un’altra santa sconosciuta sulla parete occidentale e una figura di un pontefice e una santa con un libro sulla parte settentrionale). Nelle nicchie al pianterreno si trovano due statue di gesso recenti che raffigurano San Giorgio e San Michele.

Del ricco arredamento originario della chiesa non rimane quasi nulla. L’altare maggiore, risalente al 1737, è di marmo artificiale con colonne dai capitelli dorati, il quadro raffigurante Santa Maria, del 1917, è stato sostituito con un dipinto di Gesù Cristo. Il pulpito in legno marmorizzato, risalente alla prima metà del XVIII secolo, è molto semplice e la sua decorazione costituita solo da un grappolo d’uva dorato, dai bassorilievi dorati dei quattro Evangelisti e dalle statuette lignee di santi poste sulla piccola tettoia piana.

Degni di nota sono i banchi risalenti al periodo tra il 1730 e il 1735, che si inseriscono bene nello stile complessivo dell’edificio. L’organo, ornato da statue di angeli e da una decorazione di drappeggi intagliati, è stato creato nel secondo trentennio del XVIII secolo.

Nel 1787, nell’ambito delle riforme dell’imperatore Giuseppe II, la chiesa venne soppressa e il suo prezioso arredamento venne venduto e asportato. La chiesa stessa fu acquistata dal Municipio di Praga, che in tal modo la salvò de facto dalla rovina. L’edificio venne usato per un breve periodo come granaio e più tardi vi ebbe sede l’archivio dell’Ufficio del registro.

Nel 1865, dopo essere stata ristrutturata come sala da concerti, la chiesa venne usata temporaneamente per scopi culturali. Fu restituita a scopi religiosi quando venne data in affitto alla Chiesa ortodossa russa nel 1871. A questo periodo risale, tra le altre cose, il lampadario di cristallo prodotto nelle vetrerie di Harrachov, nella Boemia settentrionale.

L’edificio del convento venne demolito nel 1898 e al suo posto venne costruita, tra gli anni 1901 e 1902, una casa privata in stile neobarocco. Nel 1916 la chiesa venne adibita a cappella militare e fu oggetto di un sostanziale restauro, mentre l’interno veniva arricchito con una serie di statue, dipinti e accessori di artigianato artistico in stile neobarocco. A partire dal 1920 la chiesa serve come luogo di culto per la Chiesa hussita cecoslovacca, che è stata proclamata in questo luogo l’11 gennaio 1920.

Per la maggior parte dell’anno nella Chiesa di San Nicola si tengono quasi tutti i giorni concerti di musica rinascimentale, barocca e classica.

Orologio astronomico di Praga

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L’Orologio Astronomico di Praga o Prague Orloj, in ceco Staroměstský Orloj (Orologio della città vecchia) è un orologio astronomico medioevale situato nella città di Praga, capitale della Repubblica Ceca. L’orologio è montato sul lato sud del municipio della Città Vecchia, nella Piazza della Città Vecchia ed è una delle più importanti attrazioni turistiche della città.

Il meccanismo è composto da tre elementi principali: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all’ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, insieme ad altre informazioni astronomiche; il “Corteo degli Apostoli”, un meccanismo che, allo scoccare di ogni ora, mette in movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli; e un quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell’anno.

Orologio, calendario, e figure animate

L’elemento più antico dell’orologio è il meccanismo del quadrante astronomico, costruito nel 1410 dal maestro d’orologeria Mikuláš z Kadaň e da Jan Šindel, quest’ultimo professore di matematica ed astronomia dell’Università Carlo di Praga. L’Orologio di Praga è stato uno dei primi orologi astronomici progettati e costruiti durante il XIV e il XV secolo. Altri ne furono costruiti nelle città di Norwich, St Albans, Wells, Lund, Strasburgo e Padova.

Successivamente, intorno al 1490, vennero aggiunti il quadrante del calendario e le sculture gotiche che decorano la facciata. Nel 1552 il meccanismo fu riparato da Jan Taborský, il quale scrisse un rapporto nel quale menzionava il mastro orologiaio Hanuš z Růže come realizzatore dell’orologio, cosa poi rivelatasi falsa da studi seguenti.

L’Orloj si fermò varie volte dopo il 1552 e furono necessarie parecchie riparazioni. Nel XVII secolo vennero aggiunte le statue mobili. Le figure in legno degli Apostoli, invece, furono installate durante la riparazione del 18651866.

Tra il 7 e l’8 maggio 1945 l’orologio venne seriamente danneggiato a causa delle bombe incendiarie dirette verso il lato sud-est della Piazza Vecchia sparate dagli autoblindo tedeschi che tentavano, in questo modo, di interrompere le trasmissioni radio della resistenza ceca. Il municipio prese fuoco, e con esso le sculture lignee dell’orologio. Il meccanismo venne riparato grazie allo sforzo della popolazione locale, e l’Orloj tornò a funzionare nel 1948.

Esiste una leggenda relativa alla costruzione dell’Orloj. Come già accennato, si pensava che l’orologio fosse stato costruito nel 1490 da Hanuš z Růže e dal suo assistente Jakub Čech. Secondo la leggenda Hanuš sarebbe stato accecato per ordine dei consiglieri della città di Praga per impedirgli di costruirne un altro simile. Per vendicarsi dell’accecamento, mastro Hanus fermò l’orologio e lo riattivò soltanto quando il consiglio della città lo supplicò di farlo, e come ricompensa gli permise di continuare il mestiere di orologiaio. Nonostante l’accecamento mastro Hanus continuò a lavorare anche grazie all’aiuto di Jakub Čech e di mastro Mikulas, suo allievo.

Quadrante astronomico

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Il quadrante astronomico è a forma di astrolabio, uno strumento medioevale per la determinazione delle posizioni delle stelle. Sullo sfondo del quadrante è rappresentata la Terra fissa nel cielo attorno alla quale si muovono quattro meccanismi: un anello zodiacale, un anello esterno rotante, una lancetta con il simbolo del Sole e una con il simbolo della Luna.

Lo sfondo rappresenta la Terra e l’aspetto del ielo locale. Il cerchio azzurro al centro simboleggia appunto la Terra, la zona superiore colorata di blu è la porzione di cielo situata sopra l’orizzonte. Le zone rosse e nera, viceversa, rappresentano il cielo sotto l’orizzonte. Durante l’arco delle ventiquattr’ore il meccanismo sposta il simbolo del Sole nella zona blu (giorno), nella zona nera (notte) o in quelle rosse (fasi di alba e tramonto).

Nella parte sinistra dello sfondo si possono leggere le scritte latine aurora (aurora) e ortus (alba), in quella destra occasus (tramonto) e crepusculum (crepuscolo).

I numeri romani dorati posti sul bordo del quadrante indicano la normale ora locale di Praga (Tempo Centrale Europeo). Le linee curve dorate, invece, dividono la zona blu del quadrante in dodici parti (numerate da 1 a 12 con cifre arabe) e segnano le ore intese come 1/12 del tempo che intercorre tra l’alba ed il tramonto di ogni giorno, chiamate anche “ore planetarie”. La lunghezza delle ore così calcolate varia a seconda delle stagioni, con l’allungarsi o l’accorciarsi delle giornate nel corso dell’anno.

Schema Orloj

All’interno del quadrante vi è un anello mobile recante i 12 simboli dello zodiaco (disposti in ordine antiorario), che indica anche la posizione del sole sull’eclittica. Nella foto qui riportata il Sole si trova in Ariete, per spostarsi poi nel Toro.

La disposizione dei simboli sull’anello zodiacale è derivata dall’uso di una proiezione stereografica del piano dell’eclittica usando il polo nord come base della proiezione stessa; come comunemente fatto per gli orologi astronomici di questo periodo.

La piccola stella dorata indica la posizione dell’equinozio di primavera ed il tempo siderale può essere letto sulla scala contrassegnata dai numeri romani dorati.

Antica ora boema

La serie di numeri arabi su sfondo scuro presenti sul bordo esterno dell’orologio indicano l’Antica ora boema, misurata partendo dal tramonto. L’anello si muove nell’arco dell’anno per far coincidere la prima ora della giornata con il momento del tramonto.

Sole

Il simbolo del Sole si muove attorno all’anello zodiacale, in modo da indicare la posizione del sole rispetto all’eclittica. È fissato ad una lancetta che termina con una piccola mano, in modo da segnare l’ora in 3 diversi modi:

  1. La posizione della mano rispetto ai numeri romani indica l’ora locale di Praga;
  2. La posizione del sole rispetto ai settori delimitati dalle linee curve indica l’ora intesa come 1/12 di tempo tra l’alba ed il tramonto (ora planetaria);

La posizione della mano rispetto all’anello esterno segna l’antica ora Boema.

Luna

Il movimento della Luna sull’eclittica è simile a quello del Sole, sebbene molto più veloce. Una sfera metà argentata e metà scura indica le varie fasi lunari.

Figure animate

Le quattro figure che fiancheggiano l’orologio si animano allo scoccare di ogni ora. Ognuna di esse rappresenta i vizi capitali: lo scheletro simboleggia la morte, il turco la lussuria, il personaggio con lo specchio impersona la vanità e il viandante con la borsa (in origine un usuraio ebreo, sostituito dopo la seconda guerra mondiale) rappresenta l’ avarizia. Allo scoccare dell’ora lo scheletro suona una campana tirando la fune con la mano destra e capovolge la clessidra che ha nella sinistra , mentre il turco gira la testa in direzione della morte; a questo punto esce il corteo con i dodici apostoli (11 apostoli più San Paolo) che, a coppie di due a due, si inchinano alla folla, Le finestre che fanno uscire le statue si aprono contemporaneamente. La prima figura ad uscire dalla finestra sulla destra è San Paolo (con in mano un libro e una spada), seguito da Tommaso (con una lancia), Giuda che porta un libro, Simone con una sega e Bartolomeo con un libro. Mentre nella seconda finestra, escono Pietro (recante una chiave), Matteo con un’ascia, Giovanni con un serpente, Andrea e Filippo con una croce e Giacomo con una mazza, alla fine dello spettacolo il gallo, sopra le finestre dell’orologio canta l’ora suonata.

Calendario

Il calendario posto al di sotto dell’orologio astronomico è stato aggiunto nel 1870 ed è una copia del dipinto del pittore boemo Josef Manes. È formato da dodici medaglioni raffiguranti scene di vita rurali associate ai dodici mesi dell’anno, i personaggi ai lati del calendario raffigurano le principali materie dell’epoca: il primo sapiente in fondo a destra che legge il libro simboleggia la filosofia, il secondo sapiente che reca in mano un cannocchiale simboleggia l’astronomia. Mentre a sinistra, la prima figura raffigura un angelo con la spada e scudo,simboleggia la teologia, l’ultimo studioso in fondo a sinistra che esamina la pergamena simboleggia la matematica.

Chiesa di Santa Maria di Týn

La Chiesa di Santa Maria di Týn (Kostel Matky Boží před Týnem), detta anche semplicemente Týnský Chrám, è una chiesa di Praga, sita nella Città Vecchia.

La chiesa venne iniziata a costruire nel 1365, in stile gotico. Ben presto divenne il centro del riformismo boemo. Infatti già dai primi del ‘400, e fino al 1620, fu la principale chiesa hussita della città. Il re Giorgio di Podebrady, che si recava in questa chiesa per ricevere la comunione utraquista, fece collocare sulla facciata un calice d’oro. Il calice, successivamente alla battaglia della Montagna Bianca, venne fuso ed usato per la statua della Madonna che oggi orna la chiesa. Il portale nord della chiesa è ornato con scene della passione di Cristo, opera del laboratorio di Peter Parler. All’interno della chiesa si trova, inoltre, la tomba di Tycho Brahe.

Malá Strana

Il quartiere è adiacente al quartiere del Castello e di Hradčany. Venne fondato nel 1257, estendendosi sulle pendici del Castello. Centro del quartiere, da sempre, è stata la piazza, Malostranské náměstí su cui si affaccia la chiesa di San Nicola. Il quartiere è collegato alla Città Vecchia mediante il Ponte Carlo. Fa parte del quartiere anche l’isola di Kampa, su cui sono visibili i resti di vecchi mulini.

La Piccola Città

In Ceco Malà Strana significa “Parte Piccola” ed è il nome con cui venne identificata questa parte della città quando nel 1300 gli abitani si trasferirono a Nove Mesto, la Città Nuova. Le guerre Hussite e il grande incendio del 1541 distrussero la vecchia Mala Strana. Solo dopo questi eventi, quando arrivarono artisti e architetti italiani, il quartiere cominciò ad assumere l’aspetto barocco e rinascimentale che ancora oggi conserva. Da quel momento Malà Strana è vissuta in una sorta di immobilità che l’ha reso come fuori dal tempo. Non ci sono auto, i turisti raramente arrivano negli angoli più nascosti e di sera il quartiere assume un aspetto magico, quasi irreale.

 

Piazza Malà Strana (Malostranske Namesti)

Arrivando dal Ponte Carlo si arriva a Piazza Malà Strana, il centro del quartiere. La leggera pendenza della piazza dà inizio alla salita che porta alla Via Nerudova, quindi al Castello di Praga. La Piazza è splendidamente circondata da un alternarsi di palazzi barocchi e rinascimentali perfettamente conservati e si sviluppa intorno alla Chiesa di San Nicola che la divide in due unità distinte. Al centro della Piazza c’è la Colonna della Vergine, detta della Peste costruita nel 1715 per commemorare la fine della peste che tra il 1713-14 decimò gran parte della popolazione praghese.

Il Radnice e Palazzo Liechtenstein

Nella parte bassa della piazza c’è il Radnice, l’ex municipio di Praga costruito nel 1622 ma che oggi ospita una bar, un pub e un locale dove si fa musica dal vivo. Risalendo la Piazza si passa davanti la Chiesa di San Nicola, la più importante costruzione barocca di Praga. Oltre la chiesa c’è il Lichtenstejnsky Palàc, il Palazzo Liechtenstein che occupa tutta la parte sinistra della Piazza, proprio di fronte alla Chiesa. Fino al XVII secolo al posto del palazzo c’erano 5 case che i Liechtenstein acquistarono dopo i fatti della Congiura della Montagna Bianca. In questo palazzo viveva Karl Liechtenstein, il “Governatore Insanguinato”, a cui Ferdinando II diede l’incarico di sterminare i congiurati. All’interno del palazzo ha sede l’Accademia di Musica, da cui sono usciti i più grandi compositori della Repubblica Ceca.Risalendo la Piazza lungo la Via Vlasska, sempre sul lato sinistro ci sono i Palazzi Schonborn e

Lobkowicz. Il primo è sede dell’ambasciata americana ed ha all’interno degli splendidi giardini; il secondo ha un frontone davvero stupendo ed ospita l’ambasciata tedesca. Nei giardini di questo palazzo si riunirono migliaia di persone per dare la spallata finale al regime comunista nel 1989.

La Chiesa di San Tommaso

Per continuare la visita di Malà Strana vi consigliamo di tornare indietro verso il Radnice e andare verso destra per visitare la Chiesa di San Tommaso (Sv Tomas). La chiesa venne fondata nel 1285 dagli Eremiti di Sant’Agostino e questo spiega i riferimenti costanti al Santo. La facciata della chiesa è una delle più spettacolari di Praga con una statua di Sant’Agostino sopra l’entrata e quella di San Tommaso nel portale sud. L’interno della chiesa è maestoso, con oro, affreschi, stucchi, capitelli. Le volte sono decorate con affreschi che rappresentano scene della vita di San’Agostino. Sempre al santo è dedicata l’allegoria che si trova sull’altare maggiore, che lo raffigura con il fanciullo. Si racconta che un giorno il santo incontrò su una spiaggia un bambino intento a travasare con una conchiglia l’acqua del mare con una conchiglia. Davanti allo stupore di Sant’Agostino il bambino, in realtà un angelo, gli disse “E’ per me più facile versare tutta l’acqua del mare in questo buco che per te spiegare in minima parte il mistero della Trinità”. Accanto alla chiesa, nella parte sinistra, c’è l’ingresso per il Chiostro di San Tommaso. Uscendo dalla chiesa, al numero 2 della Via Tomaskka c’è la birreria Dagli Schnell (Pivnice U Schnellu) locanda molto rinomata frequentata dallo Zar Pietro il Grande e da altri illustri personaggi.

Palazzo Wallenstein

Il più grande palazzo di Praga si trova a Malà Strana, precisamente alle spalle della chiesa di San Tommaso. Le menti che lo hanno progettato sono tutte italiane: costruito dal 1623 al 1629, occupa lo spazio che era di 26 case. Voluto da Wallenstein alla realizzazione si successero tre italiani: Spezza, Sebregondi e Pieroni. Oggi è sede del senato Ceco. La parte più bella del palazzo è la Sala Terrena, costruita in stile italiano su esempio della Loggia dei Lanzi di Piazza della Signoria a Firenze. Non si può mancare una visita ai giardini.

Via Nerudova

Per concludere l’itinerario di Malà Strana vi consigliamo di tornare di nuovo indietro nella Piazza Malà Strana e salire lungo la Via Nerudova, forse la via più bella di tutta Praga. Prende il nome dallo scrittore praghese Neruda, da cui il più famoso poeta cileno Pablo prese lo pseduonimo. La Nerudova porta al Castello ed è un lungo (e faticoso) percorso all’interno del Barocco praghese. La parte più divertente della salita sono le insegne delle case e dei palazzi che li indicavano prima che venisse usata la numerazione. Al numero 2 c’è la Casa al Gatto (Dum U Kocoura) con portali rinascimentali e decorazioni a stucco. La birreria che si trova in questo palazzo serve una delle migliori birre di Praga, molto amata dallo scrittore Hrabal che anche grazie ai litri beveuti in questo posto ha scritto le bellissime pagine dei suoi romanzi. Al numero 4 c’è la Casa all’Ancora d’Oro e più avanti l’insegna Ai tre violini (Dum U Tri Houslicek) che ricorda come in questa casa, dal 1667 al 1748 visse la dinastia dei liutai Edlinger. L’insegna al 27 è quella Alla Chiave d’Oro e al 28 Alla Ruota d’Oro. Al 41 c’è quella del Gambero Verde e al 45 Al Leone Nero, che tiene tra le zampe un boccale di birra.

Da Malá Strana a Piazza della Città Vecchia

Si arriva a Staré Mesto con la metro, fermata Staromestska. Molto probabilmente ci arriverete provenendo da Malá Strana, passando per il Ponte Carlo. Superato il ponte, incontrate sulla sinistra la Chiesa di San Salvatore e poi subito dopo il Klementinium.

Klementinum

Questo complesso architettonico è il più grande della città dopo il Castello di Praga. Venne costruito dagli Asburgo nel 1545 per farne la sede del Collegio dei Gesuiti; l’obiettivo era portare un’istituzione formativa che si opponesse all’Università Carolina, centro dell’eresia Hussita, e portasse i principi della Controriforma in Boemia. Per uno scherzo della storia, oggi il complesso fa parte della stessa Università e quindi molte sale sono chiuse al pubblico. Fanno parte del Klementinum tre chiese: Sv. Salvator (San Salvatore) , Sv. Kliment (San Clemente) e la Vlaska Kaple, la Cappella degli Italiani. Le tre chiese si incontrano sulla Karlova, arrivando da Ponte Carlo. All”interno del Klementinum sono visitabili la Biblioteca barocca che conserva circa 4 milioni di libri e la Torre astronomica. L’antica biblioteca gesuita con migliaia di testi di teologia e filosofia, è affrescata con scende del Vecchio e Nuovo testamento. Salendo per la scala a chiocciola si arriva all’osservatorio astronomico con la meridiana che indicava l’ora a tutta la città. Salendo ancora si arriva alla sala degli studenti e poi al quarto piano da cui si gode una vista spettacolare su tutta la città.

La Cappella di Betlemme

Dalla Via Karlova, girando a destra per la Husova si giunge alla Cappella di Betlemme, semplice nell’architettura ma luogo storico memorabile per la vita di Praga. Qui Jan Hus, riformatore e rivoluzionario ceco, iniziò la predicazione contro la chiesa cattolica. Il predicatore viveva nella casa alla destra della cappella.

Piazza Jan Palach

Non si può lasciare la Città Vecchia senza aver reso omaggio a Jan Palach, studente universitario che si diede fuoco nel 1968 per protestare contro l’invasione dei carri armati sovietici, arrivati a soffocare la Primavera di Praga. Il monumento si trova lungo la Moldava.

Era il tardo pomeriggio del 16 gennaio del 1969, quando in Piazza San Venceslao, ai piedi della scalinata del Museo Nazionale a Praga, uno studente della facoltà di Filosofia dell’Università Carlo della capitale cecoslovacca si cosparge di benzina e si da fuoco con un accendino.

Quello studente era Jan Palach che, per protestare contro la repressione dell’Unione Sovietica al tentativo del ‘Comunismo dal volto umano’, si immolò in nome della libertà.

Morì dopo tre giorni d’agonia. Al suo funerale, il 25 gennaio, parteciparono 600mila persone. “Un suicida in certi casi non scende all’Inferno” disse di lui la Chiesa. Dopo il crollo del muro di Berlino, la figura di Jan Palach venne riabilitata.

Nel 1990 il presidente cecoslovacco Havel gli dedicò una lapide commemorativa.

 

Castello di Pragaa-Praga

Prazsky Hrad

Non si può palare del Castello di Praga senza che la mente corra, almeno per un attimo, a Franz Kafka e a una della sue opere incompiute intitolata, appunto, Il Castello. Da sempre simbolo del potere politico in Boemia, il castello è lo stesso che il modesto impiegato di banca Franz Kafka vedeva per recarsi al suo ufficio nel palazzo delle Assicurazioni Generali; nel Castello Kafka visse, per un breve periodo, in una minuscola casa al numero 22 del Vicolo d’Oro.Alto, arrampicato sopra le viuzze ripide di Malà Strana, il Castello di Praga visto dal basso sembra inaccessibile e misterioso, proprio come lo descriveva Franz Kafka. In realtà, varcate le mura d’ingresso, il Castello rivela degli scorci molto più delicati di quelli descritti dal grande scrittore praghese. È un luogo pieno di fascino e di leggende, come quella della Torre Dalibor e del Vicolo d’Oro degli alchimisti.

L’ingresso e la Prima Corte

La visita al Castello richiede almeno un giorno e le sorprese iniziano già dall’ingresso principale. Se pensate che le uniformi che indossano le guardie alla porta sono costumi storici, dovete ricredervi perchè sono stati disegnati da Pissek, il costumista del film Amadeus, dedicato a Mozart che a Praga visse per alcuni anni. Il cambio della guardia c’è ogni giorno, alle 12. L’ingresso del Castello è decorato con le statue gigantesche che rappresentano la Gigantomachia.

La Seconda Corte

Superato l’ingresso si entra nella Seconda Corte attraverso la splendida porta barocca di Mattia. Sulla destra della porta si trova la Cappella della Croce, con bei interni fatti decorati con affreschi e oro. La parte più interessante della Seconda Corte è la Galleria Rodolfina che si trova sulla sinistra. È un museo che ospita la collezione dell’imperatore Rodolfo II: all’interno ci sono alcuni capolavori di Tiziano, Tintoretto, Rubens e del Veronese insieme ad alcuni capolavori del barocco boemo. Accanto alla galleria c’è l’ingresso dell’immensa Sala Spagnola. Al momento dovrebbe essere ancora chiusa al pubblico.

La Terza Corte

Attraverso il passaggio ad archi si entra nella Terza Corte e subito ci si trova davanti la sagoma imponente della Cattedrale di San Vito, la più importante chiesa di Praga, soprattutto dal punto di vista architettonico. E’ lunga 124 metri e con un’ampiezza che nel punto massimo raggiunge i 60 metri. Le volte sono altre 33 metri e le torri della facciata quasi 82. La torre principale raggiunge i 100 metri. In questa pagina trovate informazioni dettagliate sulla Cattedrale di San Vito. Al centro del cortile della Terza Corte c’è una bellissima riproduzione della statua che raffigura San Giorgio e il Drago opera trecentesca dei fratelli Cluj. Proprio di fronte alla statua c’è l’ingresso del Palazzo Reale che conduce nell’immensa Sala Vladislao progettata da Ried nel ‘400.

Le volte sono immense e splendidamente illuminate da enormi vetrate rinascimentali. La sala è talmente ampia che vi si svolgevano all’interno dei giochi a cavallo. I cavalieri entravano attraverso lo Scalone dei Cavalieri che sale da Piazza San Giorgio. Sulla destra della Sala c’è l’ingresso per un’altra sala, importantissima per la storia ceca e di tutta Europa. È la Cancelleria di Boemia dove, nel 1618, ebbe luogo la famosa Defenestrazione di Praga. I nobili, infuriati per la perdita dei privilegi, scaraventarono dalle finestre i governatori cattolici che rappresentavano il Re Mattia.

La Basilica e il Monastero di San Giorgio

Dalla Sala Vladislao si accede alla Piazza di San Giorgio (Jirske namesti) entrando in quella che viene definita la Quarta Corte su cui si affaccia uno dei monumenti più belli di tutto il Castello: la Basilica e il Monastero di San Giorgio. La Basilica di San Giorgio (Bazilika Sv. Jiri) deve il suo aspetto attuale al rifacimento del XIX, dopo quelli di epoca barocca. Consigliamo la visita alla cripta che si trova sotto le scale che conducono al coro: in particolare la statua di Santa Brigida con il ventre pieno di serpenti. Si chiama Vanitas ed è stata scolpita dell’italiano Spinetti come atto di espiazione per un atto di violenza compiuto in quella chiesa. Il Monastero di San Giorgio (Klaster Sv. Jiri) venne fondato nel X secolo e rappresenta il primo monastero boemo. Dagli anni ’70 ospita una collezione permanente di arte boema antica. Sono da non perdere le 9 Tavole del Maestro di Brod e le opere del Maestro dell’Altare di Trebon, considerato il maggiore pittore boemo dell’età medievale.

Le Torri e il Vicolo d’Oro

Superato il complesso dedicato a San Giorgio girando a sinistra si raggiungono le Torri di Dalibor e delle Polveri e il Vicolo d’Oro degli Alchimisti. La Torre di Dalibor è il luogo di una leggenda, musicata anche da Smetana. Prende il nome da un cavaliere che vi fu imprigionato insieme al suo violino per aver preso parte alle rivolte dei contadini del latifondo vicino a Praga. Condannato a morte, suonava ogni sera commuovendo gli abitanti del Castello che si accorsero della sua morte solo quando non sentirono più il suono del suo violino. Le autorità, infatti, non osarono annunciare il giorno dell’esecuzione. La Torre di Dalibor si trova in fondo al Vicolo d’Oro, luogo magico e pieno di leggende di cui potete leggere la storia in questa pagina.

I Giardini

La visita al Castello termina passando davanti all’imponenente Palazzo Lobkowicz ed entrando nei stupendi Giardini Reali, una delle più belle realizzazioni rinascimentali di questo tipo. I giardini costeggiano il Castello in tutta la sua lunghezza e vi si trovano piante che sono molto singolari visto il freddo che fa a Praga, come pompelmi e fichi. In questi giardini per la prima volta vennero coltivati i tulipani che poi faranno la fortuna dell’Olanda. Nei giardini merita una visita il Belvedere palazzo rinascimentale di stile italiano vicino al quale c’è la Zpivajici fontana, la Fontana Cantante che prende il nome dal suono che emette la sua acqua.

Cattedrale di San Vito

La Cattedrale di San Vito è diventata un simbolo di Praga e della Repubblica Ceca intera, sia a causa della sua storia che come memoriale artistico.

Storia

È la terza chiesa eretta su questo luogo: la prima era una rotonda a ferro di cavallo con quattro absidi, uno dei primi edifici cristiani della Boemia, costruita da San Venceslao (929); la seconda era la basilica di Vratislav e Spytihnev, in stile romanico, con tre navate, costruita tra 1060 e 1096; infine nel 1344 Mathieu d’Arras, incaricato da Carlo IV, iniziò la costruzione di una cattedrale gotica, che fu completata solo nel 1929.

Circa trenta incoronazioni di principi e re Boemi e delle loro mogli hanno avuto luogo nella Cattedrale e per molti di loro la cattedrale è diventata anche il luogo di riposo – circa quindici monarchi sono seppelliti qui.

L’entrata nella parte neo-gotica è libera, la parte storica può essere visitata acquistando un biglietto, che dà l’accesso al coro e alle cappelle, alle tombe dei re e degli arcivescovi Boemi e alla grande torre meridionale con la meravigliosa vista su Praga.

Il Vicolo D’Oro

la strada delle magie

E’ solo una leggenda, una delle tante che avvolge Praga, ma non toglie nulla al fascino di questo vicoletto che quasi si perde nella maestosità del Castello di Praga. Il Vicolo d’Oro (Zlata Ulicka) è il vicolo degli alchimisti, che passavano le notti e i giorni alla ricerca di formule magiche, la più importante della quale doveva trasformare il ferro in oro. Le case sono piccolissime, quasi minuscole. In alcune il tetto è alto poco più di un metro; uguale larghezza ha anche la strada. In una di queste, al numero 22, viveva Franz Kafka.

La storia…

Sul Vicolo d’Oro sono state raccontate diverse storie, tutte legate al periodo in cui regnava l’imperatore Rodolfo II. Secondo alcuni, dopo l’incendio di Malà Strana, alcuni artigiani orafi si trasferirono in questo vicolo per sfuggire alla mancanza di alloggi; Rodolfo II vi fece stabilire 24 arcieri con le numerose famiglie al seguito per difendere le mura del castello. Il sovraffollamento costrinse gli abitanti a sfruttare lo spazio al centimetro; le case basse vennero sopraelevate con piano anche inferiori ad un metro; le case vennero costruite anche sull’altro lato, riducendo la larghezza del Vicolo d’Oro a meno di un metro. Una tale concentrazione di esseri umani in così poco spazio non poteva non dare fastidio alle vicine monache del Monastero di San Giorgio. Per questo motivo la vita nel Vicolo venne progressivamente ridotta. Nel XVIII secolo Maria Teresa obbliga i pochi abitanti a ristrutturare i loro tuguri; vengono aggiunti intonaco e colore. Dal 1952 al 1955 la via è interamente rinnovata con un progetto che le conferisce i vivaci colori che oggi potete vedere. Da quel momento diventa un luogo affollato di turisti e le piccole case si trasformano in birrerie e negozi di souvenir.

La leggenda…

Oltre la storia c’è la leggenda. Nel 1800, in tempi di Romanticismo, inizia a diffondersi la leggenda che al tempo di Rodolfo II in quelle case non ci fossero semplicemente degli artigiani dell’oro ma gli alchimisti. L’imperatore II li avrebbe portati lì durante il suo regno per fargli trovare l’elisir di lunga vita e la formula magica per trasformare i metalli poveri in oro. Il Vicolo d’Oro divenne, quindi, una dei luoghi demoniaci di Praga, uno dei tanti che le ha conferito questa aurea leggendaria di città misteriosa e abitata da presenza sovrannaturali. La leggenda del Vicolo d’Oro si è diffusa anche grazie alle opere d’arte. Ad esempio, Gustav Meyrink scrisse nel suo Golem: “Ero capitato nel vicolo dei fabbricatori d’oro, in cui i medievali adepti dell’alchimia avevano arroventato per secoli la pietra filosofale e avvelenato i raggi lunari”. In realtà non è tutta leggenda: l’imperatore Rodolfo II era appassionato di arti magiche nonchè un uomo complesso, da molti considerato un folle. Amava invitare al Castello gli esperti di alchimia ed è documentato che accolse alla corte boema due famosi “stregoni” inglese, come John Dee ed Edward Kelley.

Il Vicolo d’Oro si trova nel Castello di Praga. E’necessario il biglietto per visitare questi monumenti: Palazzo Reale, la Basilica e il Convento di San Giorgio (aperto dalle 9 alle 17), la Torre di Dalibor, La visita ai giardini è gratuita; sono aperti dalle 10 del mattino alle 17
Biglietto
Il costo del biglietto per fare il tour completo del Castello costa 350 corone, circa 12 euro. Sono disponibili anche biglietti per visitare solo parti del Castello. Tutte le informazioni sono disponibili presso l’Ufficio Informazioni che si trova nella Terza Corte

Al Castello si arriva a piedi da Malà Strana salendo per la splendia, faticosa e panoramica Via Nerudova. La fermata della metro consigliata è Malostranskà Hradcanske. Ci arrivano anche i tram 12, 22, 23 che fermano a Malà Strana.

Ponte Carlo

Karluv Most

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La leggenda, una delle tante che riguardano Praga, dice che di notte le statue del Ponte Carlo si animano per prendersi cura dei bambini della vicina isola di Kampa.

In effetti, attraversando il ponte di notte, quando la folla dei turisti è chiusa nelle camere d’hotel, sembra che le statue siano diverse da come le abbiamo viste durante il giorno. Forse è la luce, o forse si sono davvero mosse.

Santi, Madonne, figure popolari e rossi d’uovo

Il Ponte Carlo è affollato, di turisti e di statue. Di giorno è il luogo dei pittori, degli artisti di strada, dei musicisti e delle bancarelle di souvenir. Di notte è il regno dell statue. Voluto dall’Imperatore Carlo V, unisce Stare Mesto, la Città Vecchia con Mala Strana, la Parte piccola. La sua costruzione iniziò nel 1357 ad opera Petr Parlér che mise la firma anche sulla Cattedrale di San Vito. Secondo un’altra leggenda, per difendere il Ponte dalle violente e ripetute piene della Moldava, alla calce per costruire vennero aggiunte i rossi d’uova fatti arrivare da tutte le campagne circostanti.Gli abitanti del paese di Velvary, temendo che le uova si rompessero durante il trasporto, inviarono delle uova sode, diventando per molto tempo gli zimbelli dell’intera Boemia.

Le statue

Il Ponte Carlo ricorda molto quello di Castel Sant’Angelo a Roma ma è molto più lungo: 500 metri sorretti da 16 piloni. Le numerose statue presenti oggi sono state poste sul ponte in modo progressivo, dalla data di costruzione fino al XVIII secolo e molte di queste sono riproduzioni degli originali conservati nei musei locali.

San Vito

Partendo dal lato di Malà Strana la prima statua interessante è la seconda sulla sinistra: raffigura San Vito su un monte, imperturbabile anche se minacciato da serpenti e fiere.

San Giovanni Matha

Di fronte a San Vito un altro gruppo raffigura San Giovanni Matha, Felice di Valois e Ivo. Qui colpisce la figura chiamata Turek na Moste, il turco sul ponte che sta di guardia insieme ad una cane ringhioso nella cella dove sono tenuti prigionieri tre cristiani. Il gruppo venne ordinato all’artista Brokoff per onorare i santi fondatori dei Trinitari, l’ordine incaricato di liberare i fedeli dai musulmani.

San Vincenzo Ferreri, San Procopio e il cavaliere Bruncvik

Poco più avanti, sempre sulla destra, c’è il gruppo che raffigura Vincenzo Ferreri, San Procopio e un gruppo di pagani convertiti. Vicino a questo gruppo cè la misteriosa statua di un cavaliere, chiamato Bruncvik; si ritiene che sia stata eretta per festeggiare la conquista, da parte dei borghesi di Stare Mesto, del diritto di esigere la gabella per il passaggio sul ponte (1459)

San Giovanni Nepumoceno

Poco più avanti, ma sulla sinistra, c’è la statua di Giovanni Nepumoceno, la prima ad essere installata sul ponte. Stilisticamente è inferiore a molte altre che si trovano sul ponte, ma per i praghesi ha un forte significato simbolico. Si trova nel punto dove si ritiene che il santo sia stato gettato nel fiume. Raffigura questa scena e il momento della Confessione della Regina. San Giovanni, infatti, venne gettato nel fiume perchè non volle dire al re Venceslao cosa gli avesse rivelato la regina, sua moglie, durante la confessione. Qualche secolo dopo l’uccisione del santo, sarà ritrovata la sua lingua nel fiume, ancora rossa e con la carne viva. Da allora, il 16 maggio, la statua diventa luogo di pellegrinaggio da parte dei fedeli.

La Crocifissione

La terzultima statua sulla sinistra, quasi arrivati a Stare Mesto, è la Crocifissione che registra un altro episodio storico di Praga. Si racconta che l’iscrizione che potete leggere in basso in ebraico su una targhetta d’oro (c’è scritto Santo, Santo, Santo Dio”) sia stata fatta pagare come punizione ad un ebreo che aveva disprezzato l’immagine passando davanti alla Croce. Sotto c’è un’altra targhetta dove la stessa frase è scritta in ceco, tedesco e latino.

Prima e dopo il ponte

Alla fine del ponte dal lato di Stare Mesto Carlo IV fece costruire la Mostecka Vez, una possente torre alta più di 40 metri, da molti considerata un vero capolavoro dell’arte gotica. Dal lato di Malà Strana, ci sono altre due torri che dovevano imitare la Mostecka ma non vennere mai concluse del tutto.

L’isola di Kampa

La leggenda del ponte Carlo dice che ogni volta che nasce un bambino sulla vicina Isola di Kampa, le statue si animano. L’isola si estende tra la Moldava e la Certovka, un (canale del diavolo) un braccio morto di fiume che un tempo alimentava i mulini ad acqua della città. Ci sono belle case tra cui Al Leon d’Oro e “Allo stivale bianco”, dalla bellissima facciata roccocò.

Muro di John Lennon

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Muro di Lennon è un muro che si trova a Praga capitale della Repubblica Ceca. Originariamente esso era un semplice muro della città, ma improvvisamente a partire dagli anni 80 divenne un simbolo di pace e libertà per la popolazione, soprattutto i giovani che iniziarono a riempirlo con graffiti e disegni inspirati a John Lennon nonché con frasi tratte da canzoni dei Beatles. Il regime comunista allora al potere nel paese, ovviamente non gradiva la presenza del muro che era ben presto diventato un fondamentale punto di riferimeto dal punto di vista politico e sociale per i giovani di Praga che continuavano a riempirlo di frasi e disegni ai quali ben presto fecero compagnia quelli dei giovani provenienti da ogni parte del mondo che venendo a Praga si sentivano quasi obbligati a far visita al muro che era nel frattempo diventato anche una ricercata meta turistica. Il muro deve il suo nome al fatto che dopo la sua morte, John Lennon divenne un eroe pacifista per i giovani cechi e presto un suo ritratto fu dipinto sul muro assieme a parole delle sue canzoni. Nel 1988 il regime comunista guidato da Gustav Husak tentò di screditare il significato del muro e dei suoi estimatori, dapprima definendo “Lennoniani” i seguaci del movimento pacifista ceco ritenuti violenti, alcolisti, psicopatici e “paladini del capitalismo”, nonché ridipingendolo numerose volte, provvedimento che si rivelò del tutto inutile poiché ogni volta che il muro veniva inbiancato, esso veniva prontamente ricoperto da nuove scritte e nuovi disegni. Oggi il muro rappresenta un simbolo universalmente riconosciuto di pace, amore e fratellanza. Il muro è di proprietà dei Cavalieri di Malta che permettono tutt’oggi che esso sia dipinto e scritto e si trova in Velkopřevorské náměstí (piazza del Gran Priorato) nella Mala Strana Città Piccola a Praga.

Il quartiere ebraico

Lo Josefov

Purtroppo la storia del quartiere ebraico di Praga è molto simile a quella degli altri ghetti in cui gli ebrei sono stati costretti a vivere per molti secoli. Nello Josefov, se possibile, l’atmosfera è ancora più tragica di quella che si respira negli altri quartieri ebraici d’Europa. Il cimitero,

il Museo dei Bambini di Terezin, i nomi dei deportati nella Sinagoga Sirokà sono posti a memoria di quello che è stato. Ma lo Josefov è anche un luogo pieno di fascino non tragico, in cui la presenza del Rabbino Low e del suo Golem è costante e si incrocia con le leggende sulla costruzione della Sinagoga Vecchionuova e la nuova vita, fatta di negozi di lusso e bancarelle di souvenir.

La storia del ghetto

In origine il quartiere ebraico si trovava nei pressi del Castello e solo nel XII secolo gli ebrei si trasferirono vicino a Piazza della Città Vecchia in Staré Mesto, iniziando l’espansione dello Josefov. Migliaia di ebrei ammassati in uno spazio piccolo diedero ben presto origine ad una struttura urbana labirintica e brulicante di attività commerciali, sinagoghe grandi e piccole, caseggiatti sovraffolati e un unico spazio verde destinato a cimitero. Il ghetto non superò mai la superficie totale di 93.000 metri quadrati in cui si svolgeva la vita di migliaia di ebrei, che non potevano uscire dal ghetto senza indossare un cappello giallo o un altro segno evidente della loro appartenenza religiosa. All’interno del ghetto gli incendi dolosi e accidentali erano così frequenti che gli ebrei divennero abili pompieri, chiamati a spegnere le fiamme anche per incendi nel resto della città. Le discriminazioni sugli ebrei cominciarono a diminuire a partire dal 1592, grazie all’intervento del Rabbino Low che aveva una forte presa su Rodolfo II, soprattutto grazie alla sua conoscenza della Cabbala e dell’alchimia. Nel 1850 il ghetto entra a far parte delle città autonome che formano Praga con la dicitura Josefov, Josefstadt in tedesco in onore dell’imperatore Giuseppe II che a partire del 1784 aveva attuato una politica di riduzione delle discriminazioni. A partire dal 1893 il ghetto subì una ristrutturazione profonda, distruggendo buona parte degli edifici storici e sostituendoli con altri in stile Secese (Liberty). Non a tutti piacque questo cambiamento. Anche se molti ebrei avevano già cominciato a trasferirsi in altre parti della città, come scrisse Franz Kafka, “Oggi passeggiamo per le vecchie vie della città ricostruita ma i nostri passi sono incerti”…”Il nostro cuore non sa ancora nulla del risanamento effettuato”:..”Il vecchio quartiere ebraico dentro di noi è più reale della nuova città igienica intorno a noi”. Poi arrivò il nazismo è tutti gli ebrei di Josefov furono deportati e sterminati nei campi di concentramento.

In giro per il ghetto

Da Piazza della Città Vecchi si arriva allo Josefov superando la Chiesa di San Nicola e percorrendo la Via Parizsa. Il “Risanamento” del 1893 salvò solo i luoghi di culto più importanti: l’edificio più antico del quartiere è la Sinagoga Vecchionuova (Staronovà Sinagoga) che si trova alla confluenza tra la Parizska e la Via Maslova. Una leggenda dice che la sinagoga è stata costruita con le pietre provenienti dal Tempio di Gerusalemme, mentre un’altra che era già costruita ma sotterrata e che fu un rabbino a indicarla agli ebrei. In effetti la sinagoga è in parte sotto il livello della strada. Poco più avanti c’è il Vecchio Municipio Ebraico con un singolare orologio le cui lancette girano in senso antiorario; le ore, infatti, sono segnate attraverso le lettere dell’alfabeto che, in ebraico, si leggono da destra verso sinistra.

Il cimitero ebraico

Continuando sulla Sirokà ci si avvicina al cimitero ebraico, unico spazio verde a disposizione degli ebrei nei lunghi secoli dell’isolamento. Per accedere al cimitero (stary zidovsky hrbitov) si passa attraverso la Sinagoga Pinkas, monumento in memoria dei 77.279 ebrei cechi e moldavi massacrati dai nazisti. I loro nomi sono scritti sulle pareti della sinagoga. Entrare nel cimitero senza conoscerne la storia, può far pensare ad un luogo decadente, non curato. Le lapidi sono storte, consumate dal tempo, si appoggiano l’una alle altre. Non è stata una scelta: le autorità avevano concesso solo quello spazio per seppellire i morti del ghetto e per gli ebrei è sacrilegio riesumare le tombe. Quindi, per secoli le tombe si sono accumulate, fino a dodici strati per circa 12.000 corpi. L’ebraico è una lingua difficile, ma qui potrete intuire l’attività sociale del defunto grazie ai disegni: forbici per sarti, pinzette per i medici, mani che benedicono per i sacerdoti e poi tanti animali per chi si chiamava Volpi, Orsi e così via. La tomba più antica è quella del rabbino e poeta Avigdor Karò del 1439. L’ultima è del 1787, quando Giuseppe II permise la sepoltura anche all’esterno. Le tombe più importanti sono indicate con dei cartelli, e tra tutte spicca quella del Rabbino Low, cabalista, animatore del Golem.

Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.

Si dice che il Golem sia stato formato attraverso il testo Sefer Yetzirah: esso risale alla sapienza di Avraham e si distingue per l’esegesi sui segreti dell’alfabeto ebraico, delle Sefirot nel legame con l’anatomia del corpo umano, con i pianeti e con mesi, giorni e segni zodiacali: queste tre figure – l’uomo, il mondo e l’anno – rappresentano tre testimoni completi. Il maestro che volesse formare un Golem, così si racconta, si serviva delle lettere girando attorno alla forma di argilla per un numero di volte preciso, in corrispondenza a tutte le figure citate sul Sefer Yetzirah.

Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un’anima e nessuna magia fatta dall’uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.

Nella cronaca di Ahimaaz ben Paltiel il cronista medievale del XII secolo narra che nel IX secolo un rabbino, Ahron di Bagdad, scopre un golem a Benevento, un ragazzo a cui era stata donata la vita eterna per mezzo di una pergamena. Sempre alla fine del IX secolo, secondo la cronaca di Ahimaaz, nella città di Oria risiedevano dei sapienti ebrei capaci di creare golem che smettono di praticare questa attività dopo una divina ammonizione.

Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell’argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola “verità” (in ebraico אמת [emet]). C’era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in “morte” (in ebraico מת [met]); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava. Il Golem, non come deità ma come una sorta di angelo, la cui natura nella Qabbalah è segreta, però creato dal maestro in grado di unirne il potere spirituale alla Volontà di Dio, si racconta operasse anche per la difesa di alcune comunità ebraiche dell’Europa orientale. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.

Il Museo dei Bambini

Prima di andare via, passando di nuovo per la Sinagoga Pinkas, visitate il Museo dei Bambini di Terezin. Terezin era una fortezza del 1780 che si trova a 60 chilometri da Praga. Eichmann, gerarca nazista, la trasformò in un campo di concentramento “ideale” perché doveva dimostrare alle potenze europee che i nazisti non uccidevano gli ebrei ma li tenevano solo prigionieri fino alla fine della guerra. In realtà Terezin era il luogo di partenza per i forni crematori. Ne morirono 33.529 di cui 15.000 bambini, tanto che Terezin è stata soprannominata il “ghetto dei bambini”. Nel museo sono conservati 4.000 disegni e moltissime poesie scritte durante la prigionia. Ogni opera porta la data di nascita, quella deportazione e quella della morte. Solo su poche centinaia è scritto “sopravvissuto.

Il Museo ebraico: Zidovske Muzeum

Il museo ebraico del ghetto di Praga contiene la più importante collezione di oggetti della cultura materiale israelitica esistente in Europa. Alla base di questa collezione c’è la tragedia del nazismo e della deportazione degli ebrei: i tedeschi accumularono a Praga tutti gli oggetti rubati agli ebrei prima di mandarli a morire nei campi di concentramento. Il Museo si trova ed è aperto tutti i giorni, escluso il sabato, dalle 9 alle 16.30 da novembre ad aprile e dalle 9 alle 18 da maggio ad ottobre. Il biglietto costa 290 corone.

Piazza Venceslao

Dal punto di vista architettonico, Piazza Venceslao (Vaclavské Namesti) non ha palazzi di particolare interesse ma merita una visita perchè è il cuore politico e commerciale di Praga che qui si raduna per le feste o per i lutti nazionali.

Un ex mercato di cavalli

Per ammirare la maestosità della Piazza (750 x 60 metri) bisogna entrare al Museo Nazionale e guardare il lungo viale da dove lo guarda San Venceslao a cavallo. In questo spazio una volta c’era la Porta dei Cavalli, che alla fine del 1800 venne abbattuta per far spazio al monumentale museo. La prima statua del Santo venne portata qui 1680 e nel 1879 trasferita al Castello. La statua attuale è del 1912 e insieme al santo a cavallo ci sono i 4 patroni della Repubblica Ceca (Ludmilla e Procopio davanti, Adalberto e Agnese dietro). Sullo zoccolo si possono leggere delle parole che i cechi hanno sempre invocato nei momenti di difficoltà: “Non lasciarci perire, noi e i nostri discendenti”.

Piazza San Venceslao è diventata simbolo dell’identità praghese e ceca nel 1848, quando durante i moti rivoluzionari ricevette il nome attuale. Nel 1918 fu da qui che partirono le rivolte antiasburgiche a favore dell’indipendenza nazionale. Nel agosto del 1968 i praghesi cercarono di fermare in questa piazza i carri armati russi venuti a stroncare la Primavera di Praga, il tentativo di uscire dalla dittatura sovietica. L’anno successivo, davanti alla statua di San Venceslao, lo studente universitario 19enne Jan Palach si cosparse di benzina e si diede fuoco, morendo pochi giorni dopo. Le autorità, temendo che quel luogo diventasse un simbolo rivoluzionario, fecero passare una strada tra il monumento e il palazzo del Museo. Nel 1989, alla vigilia della caduta del regime sovietico, imponenti manifestazioni si svolsero in Piazza San Venceslao. Dopo 20 anni di esilio e silenzio, Havel, Dubcek ed altri tornarono a parlare di libertà dalle finestre della casa editriche Melanthric. Prima di allontanarvi dal monumento, gettate uno sguardo e magari un fiore al piccolo monumento dedicato a Jan Palach, che si trova proprio di fronte alla statua del santo.

I palazzi della Piazza

Oltre al Museo, di cui è interessante visitare la ricca e immensa biblioteca che conserva preziosi codici medievali, i palazzi più interessanti della piazza sono l’Hotel Europa e il Supichuv Dum. L’Hotel è stato costruito tra il 1903 e il 1906; è interessante perchè sono rimasti intatti tutti gli elementi del Liberty praghese di inizio secolo, dando all’insieme un fascino molto retrò. Il Supich, al numero 38-40 è un miscuglio di Secese e strutturalismo che ancora oggi, dopo un secolo, solleva molte discussioni.

Come arrivare a Piazza San Venceslao

Per arrivarci in metro la fermata è Mustek. I tram che passano per la piazza sono il 3, 9, 14, 24.

Per arrivare a piedi in piazza

Chi arriva da Mala Strana deve passare il Ponte Carlo, entrare nella Città Vecchia e poi girare a destra, prendendo fino ad incrociare la Via Prikope o la Narodni che si uniscono all’altezza di Piazza San Venceslao. Ci si arriva anche costeggiando la Moldava e poi superando il fiume al Ponte Legii.

Vyšehrad

Le leggende di Vyšehrad, che spiegano le origini ed i primi anni dello stato dei Premislidi, hanno reso questo posto uno dei luoghi più memorabili della nazione Ceca. Vyšehrad divenne un accampamento fortificato presumibilmente intorno al X secolo. La prima prova dell’esistenza di Vyšehrad come fortezza sono le monete di Boleslav II che furono coniate verso la metà del X secolo.

Il regno di Vratislav II (1061-1092) aprì un nuovo capitolo nella storia di Vyšehrad. Questo principe venne eletto re dei Cechi e dei Polacchi nel 1085 e scelse Vyšehrad come propria residenza reale. Egli ne rinforzò le fortificazioni e costruì un palazzo fortificato che rispondesse alle proprie ambizioni.

Vratislav II pose le fondamenta della più antica costruzione romanica di Praga: la Rotonda di San Martino. Anche il suo successore, Soběslav I (1125-1140) ebbe cura delle decorazioni artistiche delle chiese e del prestigio di Vyšehrad. Fu solamente dopo l’incoronazione di Vladislav II nel 1140 che il Castello di Praga cominciò a prendere importanza.

Vyšehrad riguadagnò una certa importanza sotto Carlo IV. La processione per l’incoronazione del nuovo re incominciava a Vyšehrad, come espressione di rispetto verso l’antenato della dinastia da cui Carlo IV discendeva da parte di madre. Carlo IV convertì Vyšehrad in un forte di pietra e costruì mura che lo collegavano alla nuova città di Praga. Egli costruì anche un palazzo gotico a Vyšehrad, una chiesa capitolare ed il nuovo cancello di Špicka.

Durante la guerra degli Ussiti tutta la zona venne distrutta. Verso la metà del XVII secolo Vyšehrad divenne un forte barocco con una guarnigione e rimase sotto l’amministrazione dell’esercito fino al 1911 quando la sua giurisdizione venne trasferita alla città. Da allora fu conservato quasi senza cambiamenti, con l’eccezione dell’armeria che venne distrutta da un’esplosione dove oggi si trova il giardino con sculture di Myslbek.

La forma attuale di Vyšehrad fu in gran parte determinata durante la seconda metà del XIX secolo. La chiesa di San Pietro e Paolo, dominante l’altura di Vyšehrad, fu ricostruita in stile neo-gotico da un disegno di J. Mocker e F. Mikeš rispettando le disposizioni del disegno gotico di Carlo IV.

Fu a quell’epoca che nacque l’idea di creare un cimitero nazionale a Vyšehrad al posto dell’esistente cimitero rurale. Furono necessari molti anni per costruire il Pantheon. L’attuale cimitero di Vyšehrad è un’opera artistica unica, in armonia con l’ambiente circostante. Allo stesso tempo, è una galleria di sculture funerarie ed una prova dello sviluppo artistico Ceco dalla metà del XIX secolo ad oggi. Qui riposano oltre 600 personalità della cultura e dell’educazione.

Praga è un tradizionale centro culturale, ospita molti teatri (incluso il Teatro Nazionale), teatri dell’opera, sale da concerto, gallerie e club musicali. È anche sede dei più importanti uffici e istituzioni della Repubblica Ceca, tra cui la sede della Presidenza, del Governo, e di entrambe le case del Parlamento. Oltre all’Università Carolina (Univerzita Karlova), fondata nel 1348, prima università del Sacro Romano Impero Germanico e dell’Europa centrale in generale, la città è sede di altre sette università e collegi, compresa l’Università Tecnica Ceca (CVUT) fondata nel 1707.

Parchi e giardini di Praga

A Praga si trovano numerosi parchi e giardini, sia nel centro sia in periferia, ed è quindi sempre possibile trovare un posto tranquillo dove sfuggire alla ressa ed al rumore cittadino. Di seguito vi proponiamo una selezione.

Petřín

Malá Strana, Praga 1

La collina di Petřín (in passato uno dei vitigni di Re Carlo) offre una meravigliosa vista di Praga e numerose attrazioni per adulti e bambini. La collina è ben riconoscibile per via della torre della televisione che vi si trova in cima, che è una miniatura della torre Eiffel. È possibile salire in cima alla torre per godersi il panorama, con la possibilità di svolgere anche altre attività sulla collina.

Come arrivarci a piedi

È possibile raggiungere la cima della collina a piedi, facendo così anche un pò d’esercizio (si tratta di una leggera arrampicata lungo un sentiero boschivo) o prendere la funicolare. Se salite a piede potrete fermarvi alla statua di Karel Hynek Mácha, il grande poeta romantico ceco, autore del poema amoroso Máj (Maggio). La statua è ora punto di ritrovo per gli innamorati che qui si danno appuntamento il 1 maggio, l’ufficioso “giorno dell’amore” in Repubblica Ceca.

Come arrivarci con la funicolare

La funicolare che raggiunge la cima di Petřín parte dalla via Újezd (ci si arriva con i tram 6, 9, 12, 20, 22 o 23 scendendo alla fermata Újezd). La funicolare è in funzione tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23.30 (Aprile – Ottobre) o dalle ore 9 alle ore 22.20 (Novembre – Marzo) e ci sono corse ogni 10-15 minuti. Avrete bisogno di un biglietto del trasporto pubblico urbano che potrete acquistare alla stazione della funicolare, se necessario. Scendete al capolinea (la seconda fermata mentre la prima è collocata a metà della collina).

Cosa fare a Petřín

– Potete salire in cima alla torre per godervi l’ottima vista di Praga. Non fatevi ingannare dall’altezza della torre. Ci si impiega solo quattro minuti per salire le scale fino al punto d’osservazione.

– Il labirinto degli specchi (bludiště) può essere un divertente diversivo per i più piccoli mentre l’osservatorio può essere interessante per i bambini più grandi e, ovviamente, per gli adulti.

Ritorno da Petřín

Quando avrete terminato la vostra visita a Petřín, potrete riprendere la funicolare per tornare indietro, ma è più piacevole ed interessante seguire uno dei sentieri che portano al castello di Praga o al monastero di Strahov (percorso pianeggiante o in discesa).

Riegrovy sady

Vinohrady, Praga 2

Riegrovy sady è un piacevole parco compreso tra le vie Italská, Chopinova, Polská e Vozová nel nord-est di Vinohrady al confine con il quartiere di Žižkov. É facilmente raggiungibile a piedi da Vinohradská e Slavíkova dalla piazza di Jiřího z Poděbrad. Il parco prende il suo nome dal politico ceco del XIX secolo František Ladislav Rieger. Adagiato su di una collina, il parco offre una splendida vista verso il Castello di Praga. Il parco é stato realizzato tra il 1904 ed il 1908 come giardino pubblico in stile inglese e comprende una terrazza d’osservazione ora purtroppo deterioratasi e caduta in disuso. La statua di František Ladislav Rieger é un’opera del 1913 di Josef Václav Myslbek.

Come arrivarci

Il parco ha diversi ingressi. Se arrivate da Jiřího z Poděbrad, proseguite lungo Mánesova e voltate a destra in Třebízského. Se viaggiate in tram, prendete il numero 11 e scendete a Vinohradská tržnice e svoltate in Třebízského da Vinohradská.

Havlíčkovy sady

Vinohrady, Praga 2

Havlíčkovy sady é il secondo parco per grandezza a Praga e si trova sull’altro lato di Vinohrady al confine con il quartiere di Vršovice. Il punto di riferimento piú noto é la Villa Gröbe (Grébovka). Questo magnifico esempio di villa neorinascimentale é stata edificata come lussuosa residenza estiva per l’industriale Moritz Gröbe tra il 1871 ed il 1888 ed é collocata in un giardino a terrazze modellato con gusto con un piccolo vigneto.

Come arrivarci

Il parco é a circa sette isolati a sud di Náměstí Míru ed é un pò più complesso da raggiungere rispetto a Riegrovy sady (o il più piccolo Sady Sv. Čecha vicino a Jiřího z Poděbrad). Potete prendere i tram 4, 22 o 34 da Náměstí Míru, scendere a Ruská e proseguire a piedi per circa tre isolati ad ovest verso l’ingresso del parco.

Letná

Letná, Praga 7

La collina di Letná è quella con il curioso metronomo in cima. Lo si vede chiaramente stando di fronte l’hotel Intercontinental e dalla fine di via Pařížská o, semplicemente, dal molo di Dvořákovo nábřeží. La ragione principale per la quale arrampicarsi in cima alla collina è la magnifica vista di Praga e della Moldava con i suoi ponti. Alcune aree del parco, la zona circostante il metronomo inclusa, sono sorprendentemente lasciate incurate mentre altre zone sono molto ben tenute. Il parco occupa una zona estesa ed è frequentato da ragazzi con lo skateboard, pattinatori in rollerblade e ciclisti, per i quali sembra siano stati costruiti i viali del parco e quindi passeggiare da queste parti durante il fine settimana potrebbe risultare un poco snervante.

Come arrivarci

Per arrivare in cima alla collina di Letná (al metronomo), attraversate il ponte Čechův, attraversate poi la strada e salite lungo gli scalini che vi troverete d’innanzi.

Personaggi illustri

Il Dottor Faust

Il Dottor Faust visse secondo la leggenda al numero 40-41 di Karlovo namesti, conducendovi i suoi studi di alchimia. Di certo vi abitò il mago Edward Kelley ai tempi di Rodolfo II. La casa avrebbe una maledizione: uno studente che vi abitò sparì, e nella casa si trovò un foro nel tetto: allo stesso modo era stato rapito Faust dal diavolo, in seguito al patto con cui aveva avuto da lui il dono dell’eterna giovinezza.

Franz Kafka

Franz Kafka, nasce a Praga da un agiato commerciante ebreo il 3 luglio 1883. Gran parte della sua vita l’ha trascorsa nel centro di Praga sulla piazza Staromestske e nelle strade che la affiancano: Celetna, Dlouha, Biltova e altre. Nel palazzo Kinsky vi era il suo liceo tedesco e nel Carolinum l’università in cui studiò le materie giuridiche.

All’interno del Castello, in via degli Alchimisti, ha lavorato a lungo in una stanza piccolissima ed angusta, ma tutt’intorno l’atmosfera del Castello di Praga è avvolgente e magica. Ed essa deve essere stata determinante nell’ispirazione dell’opera omonima, “Il castello”, la rappresentazione di un’autorità arcana e insondabile, “i signori del castello”, ai cui voleri deve sottomersi un agrimensore, che, come altri protagonisti dei suoi romanzi, raffigura lo stesso Kafka.

Fino al suo pensionamento prematuro, lavora come consigliere legale presso una grande ditta di assicurazioni. Nel 1917 si ammala di tubercolosi e dopo sette anni, il 3 giugno 1924, muore a causa della malattia.

Le opere di Franz Kafka, sono lette oggi in tutto il mondo. Ma colui che è considerato uno dei più grandi scrittori del novecento, ebbe in vita una fortuna letteraria pressochè tragica. Nelle librerie erano distribuite solo sei piccolissime novelle. E tutte le altre opere dovevano essere distrutte secondo l’ultimo desiderio del moribondo Kafka. Però per fortuna l’amico Max Brod scelse di salvare i manoscritti trasgredendo alle istruzioni ma rendendo un grande servizio alla storia della letteratura.

Nei romanzi scritti in tedesco (America, Il Processo e Il Castello), e anche nelle storie brevi (La descrizione di una lotta, Racconti, Cambiamento) il motivo ricorrente è la tragica impotenza dell’uomo davanti alla società e alla realtà spesso incomprensibile

Milan Kundera

Lo scrittore boemo nasce nel 1929 e si trasferisce dal 1975 in Francia, a Parigi. Il regime comunista arrivato al potere con l’aiuto dei carri armati sovietici dopo l’agosto 1968, gli ritira dal 1979 la cittadinanza cecoslovacca. Prima della sua partenza per l’esilio francese Kundera si è messo in luce, anche all’estero, soprattutto con il romanzo “Lo scherzo”, scritto negli anni 1962-65 ed uscito per la prima volta nel 1967. Il paradosso, l’ironia, una volta leggera, l’altra melanconica, accompagnano anche tre racconti pubblicati insieme con il titolo “Amori ridicoli”, nel 1970. Il suo romanzo più famoso è però “L’insostenibile leggerezza dell’essere” scritto quando Kundera era già in Francia. In quest’opera Kundera continua il tema già iniziato con “Lo scherzo”, cioè che la vita, la storia umana è un assurdo ritratto del gioco dei potenti. Le opere di Kundera hanno praticamente due ispirazioni parallele, da una parte una visione leggera ed erotica, dall’altra un momento politico-filo sofico che racconta e esprime giudizi sull’esistenza umana. Ai lettori piace non solo la brillante capacità di Kundera di raccontare la storia ma anche la leggerezza con cui filosofa sul senso della vita umana, come nel suo libro “L’immortalità”. I libri di Kundera sono una parte importante della storia del romanzo europeo, ma anche di quello mondiale, della seconda parte del nostro millennio.

A Praga si possono ritrovare le atmosfere raccontate nei suoi libri. E se oggi i rapidi cambiamenti dei modelli di comportamento della società praghese non rendono tanto facile l’identificazione dei personaggi, tra le vie della città, come avveniva qualche anno fa, si possono però ancora ritrovare i luoghi, i bar, i ristoranti descritti da Kundera

Praga e il cinema

Praga ha una grande fortuna rispetto a molte altre capitali europee: il suo centro storico è rimasto quasi intatto nei secoli poiché non ha subito danneggiamenti rilevanti durante la Seconda Guerra Mondiale. Chi ha già avuto la possibilità di visitarla avrà certo notato che nella maggior parte del nucleo storico non esistono quasi costruzioni moderne. Nei quartieri di Hradčany e di Malá Strana si nota maggiormente questo fatto e con un po’ di fantasia, se togliamo le automobili e qualche altro dettaglio facciamo un salto indietro nel passato. Di questa situazione particolare di Praga se ne sono accorti anche i cineasti che hanno quindi scelto la città per girare i loro film. La cinematografia a Praga è stata sempre un’arte molto sviluppata e con una forte tradizione che ci porta molto indietro nel tempo. Gli studi cinematografici Barrandov di Praga sono da sempre il punto di riferimento principale della nazione e per esempio, ancora durante gli anni del regime comunista vi si producevano molti cartoni animati della Walt Disney. Anche se oggi, dopo il 1989, la situazione è un po’ cambiata a causa dell’aumento dei prezzi, Praga serve ancora da scenario per molte produzioni cinematografiche. Alcuni fra i film più famosi girati a Praga sono Amadeus, Missione Impossibile 1, Delitti e segreti, Shooter-attentato a Praga e anche alcune produzioni televisive come Fantaghirò, Il giovane Mussolini e la Piovra 6.

Si invitano tutti gli amanti del cinema e tutti i visitatori di Praga a fare un giro dei luoghi dove sono stati girati alcuni film…

Amadeus USA 1984Questo film è stato prodotto nel 1984 e allora vinse anche molti oscar. Il regista, Miloš Forman, di origine Ceca ma emigrato negli USA ai tempi del comunismo, aveva proprio scelto Praga per il suo film. Il ballo della sigla iniziale è stato girato nell’Ambasciata Francese, Velkopřevorské náměstí, Malá Strana. L’ospedale dove si trova Salieri si chiama Invalidovna, costruito nel 1700 sulle orme degli Invalides di Parigi. Si trova in via Sokolovská 136/24 nel sobborgo di Karlín. Il primo incontro tra Mozart e Salieri avviene nelle sale del castello di Kroměřiž, in Moravia a circa 280 km da Praga, come anche il ballo in maschera. Il film è stato girato quasi completamente nei quartieri di Hradčany e Malá Strana.Cominciamo da Hradčany, più precisamente dal Monastero di Strahov dove nella sala teologica –una delle due biblioteche visitabili-hanno girato una scena dove i funzionari di corte complottano contro Mozart.

Arriviamo ora nella Piazza del Castello (Hradčanské Náměstí) esattamente dalla parte opposta del Castello al numero civico 7 dove hanno utilizzato il portale come casa di Mozart riprendendo nel film anche la piazza; anche la via a fianco Karmelitská è stata usata per alcune scene.Sempre nella stessa piazza di fianco all’ingresso principale del Castello si trova al numero 16 il Palazzo Arcivescovile dove sono stati ambientati i balli di corte di Vienna. Non penso però che gli Arcivescovi ve li lascino visitare…
Scendendo verso Malá Strana percorriamo la via Nerudova dove al numero 18 si trova un negozio che nel film è stato usato come negozio di parrucche dove Mozart faceva acquisti.In una via parallela alla Nerudova, la Thunovská si trova una strettoia con un arco usata in alcune scene. Nella Piazza di Malá Strana a destra della facciata della chiesa di San Nicola prima dei portici si trova un passaggio coperto che conduce alla via Tržiště, usato per alcune scene in esterno. Nella piazza di Valdstejn, all’interno dell’omonimo palazzo nella sala dei Cavalieri hanno girato un’udienza di corte, ma anche questo non si può visitare:è il Senato. I giardini di questo palazzo sono invece aperti al pubblico da Marzo a Ottobre e all’interno hanno girato un concerto all’aperto del film. Vicino al Ponte Carlo sono state girate alcune scene nelle vie Mišenska, U Lužického Semináře e vicino all’hotel Ai tre struzzi,nonché al suo interno.

Nella Piazza di Malta (Maltézské náměstí) è stato ambientato un mercato viennese e a destra della facciata della chiesa della Vergine Maria sotto la catena, nella via Lázeňská, si trova ora un edificio che appartiene ai Cavalieri di Malta, ma prima del 1989 era il Museo degli strumenti musicali e nel film è stato usato come casa di Salieri, l’avversario di Mozart. In una scena Salieri brucia una croce nel caminetto di casa sua. La scena è stata girata con tutte le precauzioni del caso perché in tutto il palazzo ci sono ancora oggi i parquet originali del 1700. Spostiamoci ora a Staré Město dove nella via Husová si trova la Chiesa di Sant’Egidio (Svatí Jiljí) Dove hanno filmato il matrimonio e il funerale di Mozart (sono consigliati occhiali scuri per proteggersi dalla brillantezza di questo Barocco…) In fondo alla via Železná si trova il Teatro di Týl o degli Stati Generali usato nel film per le scene dell’Opera.

Nel mese di Luglio si stavano girando le scene al teatro. Il 4 Luglio, giorno dell’Indipendenza americana al posto della musica di Mozart all’improvviso suonò l’inno americano e tutto il teatro, comprese 600 comparse si alzò in piedi a cantare.. Gli unici che non si alzarono, un gruppetto appartato, erano quelli della STB, la polizia segreta. Una curiosità: le scene del teatro hanno una luce molto particolare perché il regista, Forman, aveva fatto costruire apposta dei Candelabri per un totale di 5000 candele assumendo poi 30 studenti per accenderle per ogni scena.

Nella realtà Mozart in questo teatro aveva avuto la Prima mondiale del Don Giovanni, nel 1787. Le scene delle opere buffe ispirate alle musiche di Mozart sono invece state girate in un teatro ricostruito negli studi cinematografici Barrandov di Praga. Per vedere dove hanno girato le ultime scene del film, dopo la morte di Mozart bisogna andare a Vyšehrad – metropolitana linea C rossa fermata omonima.Entrando dall’ingresso non lontano dal Palazzo dei Congressi la prima Porta attraverso le mura barocche si chiama Taborská e più all’interno si trova quella usata nel film,la Porta di Leopoldo. Consiglio di rivedersi il film dopo la visita della città.

Delitti e segreti USA- Francia 1992Questo film del 1992 con Jeremy Irons e Theresa Russell ci mostra una bellissima Praga in bianco e nero. La maggior parte delle scene sono state girate a Malá Strana ma anche nella Città Vecchia e nel Cimitero Ebraico nonchè sul Ponte Carlo. Nella Marianské Naměstí il Municipio Nuovo nel film era il posto di lavoro di KafkaI Miserabili 1999 FranciaUno dei più recenti film tratti dal famoso romanzo di Victor Hugo è stato girato in Repubblica Ceca. Una buona parte del film è stato girato nella città di Kutna Hora e nei paesi di Žatec a Vrbno. A Praga il tribunale dove il protagonista ammette di essere Jean Valjean è il Castello di Troja. La loro abitazione parigina è in Hradčanské náměstí 8. Una nostra vecchia conoscenza visto che era la casa di Mozart nel film Amadeus. I funerali di Lamarque sono stati girati nella stessa piazza.

From Hell- La vera storia di Jack lo squartatore 2001 USA

Il film si basa sulla ricostruzione storica degli omicidi avvenuti in un sobborgo di Londra alla fine del 1800. Girato a Praga e dintorni. L’ispettore Abberline – Johnny Depp, spia negli archivi per indagare e questi si trovano nel Palazzo Schwarzenberg, Hradčanské Náměstí 1, di fronte al Castello. In un’altra scena Abberline passeggia con Mary in un viale alberato con delle statue barocche. Questo viale si trova a Kutna Hora, 70 km da Praga, tra la Cattedrale e l’ex collegio dei Gesuiti. Il Museo che l’ispettore visita con Mary è il Museo Nazionale in Piazza Venceslao. Il Monastero di Strahov con le sue biblioteche è stato usato in 2 scene: la Sala Teologica come gli interni di Buckingham Palace durante le udienze con la regina e Abberline legge un libro sulla Massoneria nella Sala Filosofica. Il manicomio dove viene portata l’amica di Mary è un ospedale che si trova a Praga 2 Città Nuova all’angolo tra le vie Apolinářská e Ke Karlovu. Merita una visita; è in stile Neogotico con mattoni a vista. Il sobborgo londinese Whitechapel, dove si svolge tutto il film è stato ricostruito in un paese fuori Praga.

Bad Company-Protocollo Praga USA 2002

Parte di questo film d’azione è ambientato a Praga.Le scene iniziali sono state girate sul Ponte Carlo, dalla collina di Letna e a Mala Strana. Il negozio di antiquario è il Café Square, a Malostranské Náměstí. Il pedinamento all’inizio del film è nella Via Thunovská e la processione con omicidio finale sugli scalini per il Castello- Zámecké schody, dietro all’Ambasciata Italiana. L’hotel dove alloggiano i protagonisti è il Palazzo Arcivescovile di fianco al Castello ma anche il palazzo di fronte, Palazzo Schwarzenberg. Il primo incontro con il trafficante è sull’isola dei tiratori-Střelecký Ostrov. La cenetta romantica è sulla terrazza a Lavka, sotto il Ponte Carlo e il cimitero di Olšany è proprio il cimitero di Olšany, tra le fermate Flora e Želivského della linea metro Verde, A. Inoltre…

Dungeon and Dragons 2002

Racconto fiabesco sulla eterna lotta tra il Bene e il Male. L’incontro tra la principessa e il saggio si svolge nella Chiesa di San Nicola a Mala Strana. La Principessa e il saggio cercano la pergamena nella Sala Filosofica del Monastero di Strahov dove nel film si trova la scuola di magia. Il Consiglio si riunisce nell’Opera Statale. Il finale si trova nel suggestivo cimitero di Mala Strana all’inizio della Via Plzeňská.

Blade II 2002 USA

Film d’azione che ha come protagonista Wesley Snipes in lotta contro un esercito di vampiri. Il film è stato girato in buona parte a Praga. La sigla iniziale si svolge a Karlin, nella Via Sokolovska vicino alla metropolitana Florenc. All’inizio del film Blade attraversa un tunnel in auto ed è il tunnel sotto la collina Letna. Nell’incursione in elicottero si vede la Piazza Venceslao dall’alto. L’incontro tra Blade ed Eli Damuskinos, capo dei vampiri avviene con lo sfondo di una copia del famoso orologio astronomico di Praga! Alcune scene sono state poi girate, sia di giorno che di notte nella zona del Monastero degli Emausi, Praga 2 Città Nuova. La maggior parte delle scene interne sono state girate a Praga 9 nei capannoni immensi della vecchia fabbrica statale CKD, Via Kolbenova.

 Van Helsing USA 2004

Film dell’orrore con un cacciatore di vampiri che combatte con alcune creature mostruose capeggiate dal conte Dracula. All’inizio del film Parigi non è Parigi. Il primo combattimento del film fra Van Helsing e Mr Hide si svolge a Praga nella Piazza della Città Vecchia. Notre Dame è un’aggiunta virtuale… Il Villaggio della Transilvania è stato ricostruito a Praga in periferia nel quartiere di Kunratice.. Budapest non è Budapest ma le scene dopo il rapimento di Anna si svolgono sull’isola di Kampa vicino al Ponte Carlo. La festa da ballo di Dracula è stata girata a Mala Strana, nella chiesa di San Nicola.

La leggenda degli uomini straordinari USA 2003

Film d’avventura dove un gruppo di supereroi si riunisce per combattere il male.Tratto da un famoso fumetto. L’arrivo a Londra di Allan è stato girato al Rudolfinum (Piazza Jan Palach), sia interni che esterni. La riunione dei supereroi si tiene nella biblioteca di Strahov, sala Teologica. 1 kmq di Venezia è stato ricostruito nella periferia di Praga nei vecchi capannoni di un ex megaditta statale. Ma la cosa più sorprendente è che le scene del Kenja sono state fatte fuori Praga…

Omen 666 il presagio USA 2006

Remake del film cult degli anni 70. La biblioteca all’inizio del film è nel Monastero di Strahov, sala Teologica. L’ambasciata Americana è il centro congressi di Praga a Vysehrad. Damien ha la prima crisi vicino alla chiesa di S.Ludmilla a Vinohrady. L’opera è il Museo Nazionale. L’appuntamento fra il sig.Thorn e il prete che lo mette in guardia è sotto il Ponte Carlo. Successivamente il prete muore a Kutna Hora, Cattedrale di S. Barbara. Il fotografo e Thorn arrivano in taxi al parcheggio sotto il Teatro Nazionale. Thorn cerca di uccidere Damien nella Chiesa di S.Ludmilla, Vinohrady.

 Casino Royale USA 2006

L’ultima avventura di 007. Il prologo del film prima della sigla è stato girato nella Danube House, centro uffici di fianco all’hotel Hilton sul lungofiume. La biblioteca di Londra dove M passeggia con altri agenti è in realtà la sala Filosofica del Monastero di Strahov. Il Montenegro è in realtà la città di Karlovy vary. L’atrio dell’albergo di Venezia è l’ingresso del Museo Nazionale, lo stesso usato per Missione Impossibile.

Trasporti

Praga è dotata di uno dei migliori sistemi di trasporto pubblico d’Europa.

La metropolitana, i tram e gli autobus sono utilizzati regolarmente dai due terzi della popolazione cittadina e servono la maggior parte della città e la periferia. Hanno una capillarità ed una precisione notevole. Questo rende sia l’utilizzo dell’automobile quasi inutile sia l’ambiente migliore.

L’infrastruttura dei trasporti pubblici consiste di tre linee sotterranee della metropolitana per un totale di circa 55 stazioni, oltre a parecchie linee di tram sia diurni che notturni, incluso il famoso “tram nostalgico” numero 91, supportate da autobus, due stazioni ferroviarie internazionali (la stazione centrale e quella di Holešovice) ed altre due nazionali, una funicolare per la collina di Petřin, una seggiovia presso lo zoo di Praga e tre linee di traghetti che navigano la Moldava. Tutti questi servizi hanno in comune un solo ed unico sistema di biglietto integrato del costo di Euro 1,00 circa per un singolo viaggio nel periodo.

La cucina ceca

Manuale di sopravvivenza

  1. La cucina italiana migliore di Praga è quella che troverete a casa vostra al ritorno.
  2. Evitate se possibile di cercare ristoranti italiani anche perché…
    1. Il nome del ristorante in lingua italiana non significa che il ristorante sia davvero italiano (test: provate per divertimento a leggere qualche menu dei ristoranti “italiani” e scovare gli errori di scrittura, credo che poi ne starete alla larga)
    2. Per ottenere un caffè italiano “accettabile “ non basta dire espresso ma bisogna aggiungere in italiano la parola “piccolo”. Sta poi al cameriere dosare la quantità in tazza piccola e m’immagino già le lacrime che vi scenderemmo in proporzione alla gocce di caffè in più che cadranno nella tazza…

Un buon posto in centro per un caffè italiano è il Caffè Segafredo, Staroměstské Náměstí, piazza della Città Vecchia alle spalle del monumento a Jan Hus. A Mala Strana potete trovare il caffè Segafredo proprio di fianco al campanile della Chiesa di San Nicola

  1. In Repubblica Ceca non esiste il primo e secondo. Il pasto è composto da un piatto unico (carne) con contorno, nella stagione fredda preceduto da una minestra.

Ritengo che viaggiare significhi anche assorbire almeno un po’ la cultura del posto e di questa cultura fanno parte anche le abitudini alimentari. La cucina ceca, con poche sfumature locali, è imparentata con la cucina austriaca e ungherese. In generale la cucina ceca è povera di ricette quindi nella maggior parte dei ristoranti si trovano piatti uguali o simili e non è detto che nel ristorante di categoria superiore si mangi meglio che nella trattoria rustica, anzi, nella maggior parte dei casi è solo una questione di prezzo… La cucina deve servire a fornire calorie per combattere il clima rigido e quindi rispetto alla nostra è più calorica, con condimenti saporiti e più grassi. La buona notizia è che la carne qualitativamente è migliore della nostra italiana In ogni ristorante troverete più o meno le stesse ricette con le sfumature di fantasia del cuoco. Qui di seguito trovate un dizionarietto gastronomico che vi sarà utile per interpretare i menù posto che nella maggior parte troverete la versione almeno in inglese, francese e tedesco se non in alcuni casi anche in pseudo – italiano.

Buon Appetito o in ceco DOBROU CHUT’!

L’unità monetaria ufficiale della Repubblica Ceca è la Corona Ceca (koruna) abbreviata in Kč, con l’abbreviazione internazionale CZK. Una corona è composta da 100 haller (haléř), abbreviati in hal. Il valore approssimativo di 100 CZK è 4 Euro (4,10€).

Monete: 1 Kč, 2 Kč, 5 Kč, 10 Kč, 20 Kč
Banconote: 50 Kč, 100 Kč, 200 Kč, 500 Kč, 1000 Kč, 2000 Kč, 5000 Kč

Valute accettate

La moneta ufficiale della Repubblica Ceca è la Corona ceca ed è la migliore e spesso l’unica possibile moneta da utilizzare. Alcuni negozi, ristoranti ed hotel accettano pagamenti in Euro ma il tasso di scambio potrebbe non essere dei migliori. Si può cambiare in hotel o in banca il bancomat preleva contanti direttamente in valuta locale.

Shopping: cosa acquistare?

Cristalli

Senza entrare troppo in dettagli tecnici il cristallo deve avere almeno il 24% di Piombo per essere chiamato tale. Esiste poi il cristallino con il 18% di piombo mentre il resto è vetro con minori quantità di piombo. Il cristallo non è poi tutto uguale: esiste quello lavorato a mano e quello stampato che ormai è la maggior parte. In base al prezzo che volete spendere potete orientarvi verso uno di questi tipi. Se cercate il top dei cristalli cechi allora visitate Moser che ha due negozi. Il migliore si trova a Na Přikope 12, Praha 1 Nové Město ed ha un interno molto bello. Il secondo si trova a Malé Náměstí 11 Praha 1 Staré Město. Entrambi i negozi sono aperti nei giorni feriali dalla 10 alle 20 e nei giorni festivi dalle 10 alle 19.

Ceramiche

Le ceramiche di solito sono pezzi unici d’artisti locali ma hanno anche altri oggetti interessanti.

Esistono vari negozi, per esempio uno nella Via Celetna al n.4 appena fuori della Piazza della Città Vecchia o un altro nella via Melantrichova la strada che va dalla Piazza Venceslao alla Piazza della Città Vecchia. Tutti i negozi hanno l’insegna KERAMIKA

Porcellane

La porcellana ceca assomiglia molto a quella tedesca di Meissen bianca e blu. In ceco si chiama cibulova perché è caratterizzata da decorazioni che sembrano cipolle ma in realtà raffigurano i melograni.

Il negozio migliore in assoluto si trova poco fuori del centro storico,nel quartiere Vinohrady a pochi passi dalla metropolitana C, Rossa fermata IP Pavlova. Usciti dalla fermata prendete la strada che sale verso la chiesa e siete arrivati:

Dům Porcelánu Praha Jugoslávská 16 Praha 2 www.cibulak.cz .Tre piani di porcellana e anche cristalli. Il negozio non è in zona turistica quindi ha prezzi convenienti. Merita una visita.

Granati

Sono pietre dure di colore rosso scuro intenso che si vendono solo montati su gioielli in argento,argento d’orato o oro. L’oro però è a 14 Carati per essere più resistente e trattenere meglio le pietre. I gioielli che hanno solo pietre piccole ( meno di 2-3 mm) sono al 100% cechi. Esistono alcuni pezzi con dei granati più grandi e questi ultimi sono importati dalla Thailandia sebbene lavorati e montati in Repubblica Ceca.

Il negozio migliore è ancora una volta un punto vendita della fabbrica: Granat Turnov Dlouhá 30 Praha 1 oppure l’altro punto vendita minuscolo in Via Panská 1 Praha 1 Chiusi Sabato pomeriggio e Domenica…

Un negozio che merita un posto a parte è la galleria d’arte Alfa- Díla Uhelní trh 11 Praha 1 www.galerie-alfa.cz oggetti regalo interessanti anche qui eseguiti da artisti locali e c’è di tutto per tutte le tasche.

Per quanto riguarda l’artigianato tipico esiste una catena di negozi che si chiama Manufaktura. Il più grande si trova nella Via Melantrichova prima di arrivare alla Piazza della Città Vecchia.

Potete trovare artigianato in legno, soprattutto giocattoli, oggetti decorativi fatti con la pasta di zenzero altri con le foglie di pannocchia, i saponi profumati, le stoffe dipinte blu e bianche stampate a mano, ceramica e uova dipinte.

Già le uova dipinte. Non sono una tradizione solo ceca ma si trovano in altre parti d’Europa. Sono legate alla Pasqua ma si trovano tutto l’anno. Sono gusci d’uova vere di gallina o altri pennuti svuotate, pulite e decorate con varie tecniche che hanno comunque in comune molta pazienza.

Il negozio migliore si trova in Piazza Venceslao al numero 12 dopo il Palazzo Bata e la farmacia. Se è aperto troverete fuori un grande uovo e il cartello Original souvenir. Dovete entrare nel cortile. Qualità garantita e vasta scelta. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Sempre nella Via Melantrichova tra la Piazza Venceslao e la Piazza della Città Vecchia c’è il mercatino della via Havelská. Aperto tutti i giorni dalla 10 circa alle 17. Anche qui potete trovare oggetti regalo interessanti.

Musica

I CD di musica pop e rock internazionali costano come in Italia. Prezzi imposti dalle multinazionali.

Per la musica classica e jazz invece ci sono incisioni locali o anche internazionali a prezzi convenienti. Il negozio più rifornito in assoluto è BontonLand Megastore Piazza Venceslao 1 sotto il Palazzo Koruna. Troverete di tutto.

CD Bazar Krakovská 4 Praha 1 Traversa a destra in alto alla Piazza Venceslao. Orario: Lunedì – Venerdì 9-19 Sabato 10-13.

Cartoline

La maggior parte di chi vende cartoline a Praga non ha ancora afferrato il concetto di servizio completo cartolina + francobollo, quindi vi manderà alla posta. Se non avete tempo di andarci una libreria proprio in Piazza della Città Vecchia vi darà tutto:

Knihupectví U Jednorožce Staromestské Nám 17 Praha 1. Trovate anche dei libri in italiano su Praga.

Libri

I libri in italiano di Praga si possono trovare in molte librerie del centro e anche quelli turistici ed economici sono di buona qualità.

Alcune librerie ben fornite:

Città Nuova:

Palác knih Piazza Venceslao 41

Libreria Kanzelsberger Piazza Venceslao 1- aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20 e anche al numero 42 aperto da Lunedì a Venerdì dalle 8 alle 19 e Sabato dalle9 alle 19

Na Můstku Na Příkopě 3

Città Vecchia:

Kafkovo knihkupectví Piazza della Città Vecchia 12

Librerie antiquarie

In queste librerie antiquarie si possono acquistare libri usati, stampe, cartoline, carte telefoniche e oggetti vari per collezionisti.

La parola chiave in ceco è ANTIKVARIÁT. Non ce ne sono moltissimi nel centro storico ma nella Città Nuova, Via Dlážděná ( Tram 3,5,14,24,26 fermata Masarykovo Nádraží) ce ne sono ben 3 in 200 m di strada. Orari Lunedì-Venerdì 9-18 Sabato 9-13.

Centri commerciali

Il centro commerciale più grande nella Città Nuova quindi in zona centrale è il Palladium e si trova proprio accanto al nostro hotel….5 piani con ogni genere di negozi!

Mercati

Infine un altro luogo molto “folkloristico” meta preferita dei praghesi. Nel 1800 era il Macello Comunale di Praga su una vastissima area a Praga 7.Oggi qui si trova un mercatino d’abbigliamento contraffatto, alimentari e molto altro. Tanto per avere un’idea dell’ampiezza dell’area visitate il sito Prazska trznice e cliccate sulla parola Plan. Orari Lunedì-Venerdì 7-19 Sabato 7-14 . Metropolitana C Rossa fermata Vltavská poi tram 1,2,3,25.

Per finire un po’ di consigli etil-gastronomici…

Birra

Anche se la trovate in tutti i supermercati vicino al Ponte Carlo sul lato di Malá Strana, Lázeňská 15, c’è un negozio specializzato,con più di 100 tipi diversi di oltre 30 fabbriche della Repubblica Ceca. Aperto dal Lunedì a Giovedì dalle 11 alle 19, Il Venerdì fino alle 18 e nei weekend dalle 10 alle 18. Merita una visita.

Liquori

Il liquore tipico è un distillato di 23 erbe, la BECHEROVKA  , 38 gradi e uno spiccato aroma di cannella e chiodi di garofano.

La Slivovice o grappa gi prugne invece non è solo ceca ma si trova anche in altri paesi.

La Repubblica Ceca è uno dei pochi posti al mondo dove l’assenzio, il liquore che ha fatto produrre così tante poesie ai “poeti maledetti francesi” Baudelaire, Rimbaud e Verlaine, si vende e si produce legalmente.

Quello originale ha ben 70 gradi e per imparare a berlo guardatevi il film la vera storia di Jack lo squartatore dove il protagonista Johnny Depp se lo beve nella vasca da bagno.

Un liquore poco conosciuto ma molto gustoso è la Medovina, liquore a base di miele da una ricetta medievale. Molto gustoso, soprattutto quello aromatizzata alla mandorla hořká mandlová.

Le cialde delle terme in ceco Lázenské oplatky sono il dolce più comodo da portare a casa. Sono due cialde leggerissime con in mezzo delle polverine di zucchero aromatizzate alla vaniglia, al cacao, alla nocciola o al cioccolato. Si vendono in scatole quadrate che contengono 10 pezzi.

Praga magica (o come può scomparire il vostro portafoglio)

Praga magica, Praga dalle cento torri, Praga: “la mammina che con i suoi artigli non ti lascia mai” – cosi si esprimeva Kafka.

Praga – il paradiso dei borseggiatori

Praga è una città affascinante ed è meta turistica fra le preferite in Europa. Come tutti i luoghi turistici ci sono le attività collaterali al turismo; sto parlando dei borseggiatori che lavorano indisturbati per la città. Bastano pochi accorgimenti per non farsi derubare. Luoghi dove lavorano maggiormente sono: la piazza di fronte al Ponte Carlo nella Città Vecchia al semaforo pedonale e nella Via Karlova fino alla Piazza della Città Vecchia. Il tram 22, soprattutto nella zona di Mala Strana. In questo caso lasceranno salire tutti, staranno per ultimi e spingeranno per entrare. Proprio mentre spingono, rubano. Altri sono fissi alla fermata di metropolitana e tram di Narodni Trida. In questi due casi sono gruppi abbastanza grandi d’uomini e donne. I più insidiosi sono pero quelli che stanno vicino agli hotel. Sono generalmente in tre; uno vi si avvicina e vi offre il cambio in nero (fra parentesi, sempre da evitare a Praga se non volete cattive sorprese). Subito dopo arrivano gli altri due che vi dicono d’essere poliziotti che devono controllarvi il portafogli per vedere se avete soldi falsi. Il resto potete immaginarvelo. NESSUN POLIZIOTTO HA IL DIRITTO DI PERQUISIRVI IL PORTAFOGLIO.

Qualche consiglio per evitare di essere borseggiati:

  • Lasciate tutti i documenti in hotel meglio ancora nella cassaforte.
  • Non portate molto denaro contante con voi, portate invece una carta di credito o un Bancomat abilitato per prelevare all’estero. Ci sono molti sportelli dove poter prelevare in città
  • Non mostrate i vostri soldi o portafoglio in luoghi pubblici.
  • Controllate sempre la vostra borsa.
  • Nei bar o ristoranti evitate i posti più vicino all’ingresso.
  • Scegliete sempre i mezzi pubblici meno affollati e attenzione a chi vi spinge o vi strattona.
  • Evitate il cambio nero per strada. Ricevereste soldi falsi,fuori corso o vi ruberebbero il portafoglio
  • Attenzione di fronte all’orologio astronomico. Mentre avete gli occhi in alto, loro hanno le mani in basso.
  • Nelle vie principali quando sarete ipnotizzati dalle vetrine date sempre un occhio alle vostre spalle.
  • State sempre attenti a chi avete attorno, soprattutto in zone affollate (tram e metro, piazze, negozi).

Se nonostante questi consigli siete stati borseggiati vi aspettano lunghe code prima alla polizia per denunciare il furto e poi all’Ambasciata Italiana per il foglio di via. Fatevi sempre delle fototessere perché vi verranno richieste. Questi sono i commissariati per denunciare i furti. Il furto va denunciato nel quartiere dove è avvenuto. Armatevi di buona pazienza perché si perde sempre molto tempo.

Nové Město (La Città Nuova):

  • Polizia per stranieri (sede centrale)
    Jungmannovo namesti 9, Praga (Piazza Venceslao
  • – Benediktská 1, Praga 1- Krakovska 11, Praga 1- Hybernska 2, Praga 1

Staré Město (La Città Vecchia):

  • Bartolomejská 14, Praga 1

Malá Strana

  • Vlasska 3, Praga 1

Una volta che avete in mano la denuncia potete andare a farvi l’altra coda all’Ambasciata. Auguri!

Ambasciata della Repubblica Italiana
Nerudova 20 11800 Praga 1
Tel.: +420-2-33080111
Fax: +420-2-57531522
E-mail: ambasciata.praga@esteri.it
Orari: dalle 8.30 alle 17.00 (lun/ven)
Orari di apertura al pubblico: dalle 9 alle 12
(lun/mer/gio/ven)
http://www.ambpraga.esteri.it

ORARI DEGLI UFFICI
Da lunedi a venerdi
8:30-17.00

L’incubo dei taxi

Prendere un taxi a Praga può rivelarsi un’esperienza capace di rovinarvi una giornata, visto che i taxisti di Praga sono noti per la loro sfacciataggine e arroganza. Sono usi ad alzare di molto il prezzo ufficiale.

Luoghi da evitare

I quartieri del centro storico sono generalmente tranquilli e sicuri come del resto anche le periferie. Quasi più sicuri di notte che di giorno ma con le precauzioni di questa pagina si può rendere la permanenza in città più piacevole.  

Come spendere male i vostri soldi per una cena

Nella maggior parte delle guide di Praga è segnato un indirizzo di una birreria che si chiama U Fleku – una delle più antiche birrerie di Praga e la birra si fabbrica proprio in loco. Il posto è bello in sé e la birra è buona. Andate a vederlo, bevetevi pure uno (o più) boccali di questa birra ma evitate di andarci a cena o a pranzo. Si mangia male, i camerieri sono antipatici e vi tratteranno in modo scortese. Un altro posto che non vale il nome che sì e fatto è il ristorante U Kalicha. La cucina ceca è una cucina con pochi piatti tipici quindi si trovano circa gli stessi dappertutto; perché pagare di più per essere in un posto famoso e magari con servizio scadente quando esistono molti altri ristoranti migliori? La regola e quella di non stare mai nelle strade principali, ma scegliere le secondarie o addirittura spostarsi in vie più lontane dalle mete turistiche; avrete più possibilità di mangiare bene senza essere imbrogliati.

Ristoranti, Birrerie.

Stare Mesto

  • Novomestsky pivovar

Vodickova,20 (5min a piedi da piazza San Venceslao)

(+420)222232448

Il Novomestky pivovar è un tipico pub ceco, fondato nel 1993. Questo ristorante economico conta su un menu vario, con un’ampia scelta di piatti anche  vegetariani, e serve birre di fabbricazione propria.  Il ristorante si trova in un edificio che risale al 1902, che ospita, per l’appunto, una fabbrica di birra. Per questo, il Novomestsky può contare su birre di propria fabbricazione. L’edificio è decorato in uno stile a metà tra il gotico e la belle epoque. Il ristorante ha una capacità di 340 persone e si possono effettuare visite guidate in parte della fabbrica. Il Novomestsky pivovar è specializzato in piatti della cucina tradizionale ceca, come la zuppa d’aglio e la carne in salsa, e ogni sera è possibile ascoltare la musica dal vivo dell’artista ceco Frantisek, che canta e suona la fisarmonica.

  • U zlatého tygra

Husova 17

tel: (+420)222 22 11 11

U zlatého tygra (La Tigre Dorata) è stato uno dei pochi pub della città vecchia a mantenere intatta la sua anima – e i suoi prezzi bassi. È stato il locale preferito dallo scrittore Bohumil Hrabal – sue foto sono appese alle pareti – e quello mostrato dal presidente Havel a Bill Clinton come esempio di tipico pub ceco.
Orari: 15:00 – 23:00

  • Kolkovna

V Kolkovnĕ 8

Tel: (+420)224 819 701

Sito internet http://www.kolkovna.cz

Si entra nell’universo della birra ceca Pilsner Urquell in questo bar ristorante dalle mura tinteggiate di verde nella sala a volta, ravvivata da vecchie foto, pubblicità e oggetti d’epoca. Piatti della tradizione dalle porzioni molto generose e ottima birra a prezzi contenuti.

  • Pivovarsky Dum

Lipova 15

Tel.(+420)296216666

Locale tipico nell’arredamento e nel menù.

Prezzi bassi, porzioni molto abbondanti e birra artigianale.

Mala Strana e Hradcany

Thunovska 10,

Piccola birreria nella zona del castello, ma un po’ fuori dai comuni itinerari turistici. Per trovarla si deve individuare la Statua di Churchill; si tratta di un posto molto autentico, con clientela ceca e piatti tradizionale. Le birre sono ottime, le salsicce molto grandi, il formaggio è locale e ci sono altri piatti da provare. Più che un ristorante è una taverna, con un’atmosfera che ricorda i bar spagnoli. Raccomandato ed economico.

  • Hostinec u Kocoura (Il mandrillo)

Nerudova2

tel.:(+420)257530107

È un pub di vecchia data che gode ancora della fama di locale preferito dell’ex presidente Havel ed è frequentato da una clientela perlopiù ceca, nonostante si trovi nel cuore della zona turistica della città. Considerato il quartiere, vi si trova dell’ottima birra a buon prezzo.

  • U Kata (Al boia)

U radnice 6

Tel.(+420)

In questo ristorante si fermò a riposare il boia della Città Vecchia, Jan Mydlář, dopo la più cruenta esecuzione della storia boema avvenuta il 21 Giugno 1621 quando furono impiccate 27 persone di fronte al municipio. L’autore del massacro fu proprio Jan Mydlář che si dice abbia speso tutto il guadagno in vino proprio qui accanto. Non si fanno tagli al prezzo della birra…

  • U Černého Vola (al bue nero)

Loretanske Naměsti 1, Hradcany (nella zona del castello)

Tel.(+420)220 513 481

Sulla facciata si trova un quadro che rappresenta San Luca;era l’antico nome della casa che ospita questa tipica birreria praghese. La birra servita in questo locale è la Velkopopovicky Kozel 12°. La birreria è piccola con pochi posti a sedere. La seconda sala è la più grande e si chiama “Dei Cavalieri” perché è decorata con gli stemmi delle più importanti famiglie nobili ceche. In questa sala ci sono dei lunghi tavoloni in legno ed è buona usanza praghese sedersi insieme agli altri clienti. Si servono soprattutto piatti freddi che servono per accompagnare le grandi quantità di birra che si è invogliati a bere in un locale come questo. La birreria è frequentata soprattutto da clientela locale.

  • Klasternì Pivovar Strahov (birreria del monastero Strahov)

Stahovskè nadvori 301 Hradcany (nella zona del castello)

Tel.(+420)233353155

Ampia birreria ristorante di fronte al monastero Strahov. La parte più antica risale al XVII° sec. Buon cibo e servizio adeguato prezzi medi.

  • Zvonice Restaurant

Torre jindrisska (piazza San Venceslao)

E’ un ristorante unico poiché è situato tra il 7°e il 9° piano di un’autentica torre gotica. La cucina è straordinaria e l’ambiente magico e romantico, la vista permette di ammirare i cento pinnacoli di Praga. Prezzo 25-50€ a persona.

 

  • U Maltèzskych Rytiru

Prokopska 10 (Mala Strana vicino all’isola Kampa)

Tel.(+420)257533666

Ristorante con bellissime sale in pietra e atmosfera romantica. Il menu prevede ottimi piatti di carne, selvaggina accompagnati da vini locali, francesi e cileni. Prezzo 20-30€

  • Koliba U Pastyrky

Belehradska 15 (a 15 min con mezzi pubblici dal centro M Vysehrad o tram)

Tel.(+420)222564335

Ristorante con cucina tradizione Ceca e Slovacca.

Nella sala grande piastra dove grigliano la carne.

Accompagnamento con musica zigana

  • Molly Malone’s

U Obecniho dvora 4 (nel quartiere ebraico a 10 min a piedi dal nostro hotel)

Tel.(+420)224818851

Tipico pub irlandese: personale,birra Guinness e cibo irlandese.

  • Red hot & blues

Jakubska 947/12 (10 min a piedi dal nostro hotel)

Cucina creola e cajun (chili, zuppe di pesce e hamburger) accompagnata da musica dal vivo jazz o blues, prezzo 10-18€.

  • Maly Buddha

Uvoz 46 Hradcany (nella zona del castello)

Tel.(+420)220513894

Musica zen,luci soffuse, ambiente rilassante.

Cucina orientale prevalentemente (ma non esclusivamente) vegetariana. Prezzo economico.

  • Ristorante Creperie Galerie

Krizovnické namesti 3 ( zona Staroměstské)

Ottima creperie in  un palazzo storico nelle immediate vicinanze del Ponte Carlo, il luogo dove concedersi una pausa golosa a prezzi contenuti.

  • La Provence Restaurant & Brasserie (birreria)

Stupartska 9 (5min a piedi dal nostro hotel)

Tel.(+420)296826155

Collocato in una via laterale in un’oasi tranquilla. Metà bistrot parigino e metà  ristorante provenzale, ottima cucina francese, prezzo 18-25€.

  • El Centro

Maltezske 9 (Mala Strana vicino all’isola Kampa)

Tel.(+420)257533343

Ristorante spagnolo specializzato in Tapas (tanti stuzzichini) e Paella prezzi da 10 a 22€.

  • La Cantina

Újezd 430/38 Malá Strana (nelle vicinanze della stazione a valle funicolare per la collina di Petrin

Tel.(+420)257 317 173

Semplicemente il miglior ristorante messicano di Praga.

Qui trovate tutte le specialità messicane classiche dagli anjitos (antipasti) ai piatti principali chili, fajitas, burritos, ecc a prezzi convenienti da 5-15€.

  • Les Moules

Pařížská 203/19 Josefov (15 min a piedi dal nostro hotel)

Tel.(+420)222 315 022

Les Moules ha l’aria di un accogliente pub in legno, con una vasta selezione di birre tradizionali belghe dei monaci trappisti. Il ristorante, nel quartiere ebraico, è famoso per le terrine fumanti di cozze, servite con le semplici, ma autentiche, patatine fritte. Lista limitata di vini ed altri piatti a base di carne o pesce. Prezzo per un Kg di cozze con contorno 15€ ma con 23€ si può mangiare senza limite.

Le caffetterie di Praga

  • Café Louvre 

Un elegante caffè Art Nouveau su Národní. Aperto nel 1902 e frequentato da clienti come Kafka, Čapek o Einstein. Il caffè venne chiuso in epoca comunista a causa del suo carattere “borghese” ed è stato riaperto nel 1992. Ottimo luogo per incontrarsi con gli amici, per prendere un caffè od un the, per fare colazione, per un pranzo od una cena (si trovano anche piatti vegetariani). Sala biliardo, area non fumatori.

Indirizzo: Národní třída 20

Come arrivarci: Metro B per Národní třída

Orari: 8.00 – 23.30 (Lun-Ven), 9.00 – 23.30 (Sab-Dom)

Sito web: www.cafelouvre.cz

  • Café Milena

Questo caffè, che prende il suo nome dall’amata di Franz Kafka Milena Jesenská, si trova al primo piano di un edificio storico della Piazza della Città Vecchia ed offre una vista sull’orologio astronomico.

Indirizzo: Staroměstské náměstí 22

Come arrivarci: Metro A per Staroměstská

Orari: 10.00 – 20.00

  • Café Slavia

Il famoso Café Slavia, situato di fronte al Teatro Nazionale, venne aperto per la prima volta nel 1881 e divenne un luogo d’incontro per artisti ed intellettuali, tra i quali anche l’ex presidente Václav Havel che frequentava assiduamente questo caffè durante i suoi anni da dissidente. Il caffè venne chiuso nel 1991 per questioni di proprietà ed in seguito riaperto sei anni più tardi, ristrutturato e riportato al suo aspetto Art Deco degli anni 30. Un ottimo luogo per andare a prendere un caffè o per un dolce al termine della giornata o dopo una serata a teatro. Stupenda vista del Castello dalle finestre che si affacciano sul fiume.

Indirizzo: Smetanovo nábřeží 2

Come arrivarci: Metro B per Národní třída

Orari: 8.00 – 23.00

  • Káva Káva Káva

Situato nel Pasáž Platýz, questo popolare caffè offre caffè e the, biscotti, “bagels” e torta di carota. Lo “Specialty Coffee Shop” vende tipi di caffè provenienti da tutto il mondo. Accesso ad internet.

Indirizzo: Národní třída 37

Come arrivarci: Metro B per Národní třída

Orari: 7.00 – 22.00 (Lun-Ven), 9.00 – 22.00 (Sab-Dom)

Sito web: http://www.kava-coffee.cz

  • Kavárna Obecní dům (Casa Municipale)

Uno dei caffè più belli di Praga, progettato in stile Art Nouveau con soffitti alti, ampie finestre, specchi e splendidi candelabri di cristallo. Vasta scelta di caffè, the, bevande, insalate, piatti leggeri, panini, dolci e torte della casa. La colazione viene servita dalle 7.30. Piano bar ogni sera. Accesso ad internet.

Indirizzo: Náměstí Republiky 5 (Casa Municipale

Come arrivarci: Metro B per Náměstí Republiky

Sito web: http://www.kavarnaod.cz

  • La Dolce Vita

Un piacevole caffè italiano su due piani. Buon caffè, gelato e dolci.

Indirizzo: Široká 15,

Come arrivarci: Metro A per Staroměstská

Orari: 8.30 – 24.00

  • Tonino Lamborghini Pastacaffé

Caffè e ristorante italiano alla moda gestito dai proprietari della catena Ambiente. Si servono colazioni, stuzzichini, insalate, panini, piadine, pasta e dolci. Due locali in città.

Indirizzo: Vězeňská 1 & Vodičkova 8

Come arrivarci: Vězeňská – Metro A per Staroměstská, Vodičkova – metro A per Můstek (uscite in direzione di Piazza Venceslao/Vodičkova) o tram 3, 9, 14 o 24 per Vodičkova

Orari: 8.00 – 22.00 (Lun-Ven), 10.00 – 22.00 (Dom)

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